«Una “montagna” di terra dal bypass di Trento verso Arco»

Una quantità imponente di materiale di scavo proveniente dal bypass ferroviario di Trento potrebbe essere conferita ad Arco, in particolare alla Cava Piscolo. A sollevare la questione è Onda Alto Garda e Ledro, che in un comunicato esprime “sconcerto e profonda preoccupazione” per quanto riportato nei documenti ufficiali di Italferr relativi all’aggiornamento del Piano di Utilizzo delle Terre (PUT). Secondo quanto evidenziato dal movimento, la tabella di destinazione del piano indicherebbe la cava arcense come sito ricevente di 230.000 metri cubi di materiale. Una cifra che, tradotta in traffico su gomma, significherebbe – secondo le stime riportate – circa 11.000 transiti di camion pesanti.
I timori per traffico e impatto sul territorio
Onda Alto Garda e Ledro pone l’accento sulle possibili conseguenze per la viabilità locale e per l’equilibrio del territorio altogardesano, già caratterizzato da criticità legate alla congestione stradale. Nel comunicato si sottolinea come l’arrivo di un simile volume di mezzi pesanti potrebbe incidere in maniera significativa su un’area a forte vocazione turistica e agricola.
Tra i punti sollevati vi è anche la questione ambientale. Pur trattandosi di materiali formalmente classificati in “Colonna A”, quindi compatibili con determinati utilizzi, il movimento richiama precedenti esperienze maturate in cantieri trentini, evidenziando la necessità di “massima cautela” sulla qualità dei materiali e sui possibili rischi.
Dubbi sulla qualità dei materiali e sull’assetto del sito
Nel documento diffuso alla stampa viene inoltre espresso il timore che un conferimento di tale entità possa comportare modifiche rilevanti e irreversibili all’orografia dell’area interessata. Onda Alto Garda e Ledro parla di un possibile “cambiamento permanente del volto del territorio”, chiedendo verifiche tecniche approfondite sulla capacità della cava di accogliere in sicurezza volumi così consistenti.
La questione del coinvolgimento degli enti locali
Uno dei passaggi ritenuti più delicati riguarda il processo autorizzativo e il coinvolgimento delle istituzioni locali. Il comunicato cita un passaggio dei documenti Italferr in cui si afferma che i siti sarebbero stati individuati attraverso il “coinvolgimento diretto degli enti” territorialmente competenti.
Da qui le domande rivolte pubblicamente al Comune di Arco e alla Comunità di Valle Alto Garda e Ledro, chiamati a chiarire se fossero a conoscenza dei numeri e delle previsioni contenute nel piano e se abbiano espresso un assenso formale.
Le richieste di Onda Alto Garda e Ledro
Il movimento, anche in riferimento all’interrogazione provinciale depositata dal consigliere provinciale (e fondatore del movimento politico trentino) Filippo Degasperi, formula tre richieste principali:
– Chiarezza istituzionale sul livello di informazione e coinvolgimento degli enti locali.
– Verifiche tecniche sulla reale capacità ricettiva della Cava Piscolo.
– Garanzie ambientali e sanitarie, escludendo che il territorio dell’Alto Garda diventi un sito di conferimento senza adeguate tutele e pianificazione della mobilità.
Il tema è destinato ad alimentare il dibattito pubblico nelle prossime settimane, in attesa di eventuali prese di posizione o chiarimenti da parte delle amministrazioni coinvolte.
(n.f.)










