Decoro urbano e turismo ad Arco, Ottobre: «Regole uguali per tutti»

Redazione07/01/20264min
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Una questione che si ripresenta puntuale, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di maggiore afflusso turistico: camper e mezzi in sosta lungo i cigli delle strade montane, divieti ignorati, controlli assenti e una percezione diffusa di disordine. A riportare il tema al centro del dibattito pubblico è Mauro Ottobre, consigliere comunale di Arco Dinamica, che da tempo porta avanti una personale battaglia per il decoro e la decenza urbana.
In un intervento pubblico, Ottobre rivendica un risultato concreto ottenuto grazie a una sua richiesta formale: l’installazione, da parte dell’Amministrazione comunale di Arco, di cartelli di divieto di campeggio lungo le strade montane. Un passo necessario, ma non sufficiente.

Divieti senza controlli
«Purtroppo i cartelli non vengono rispettati – osserva Ottobre – perché mancano i controlli». A sostegno delle sue parole, il consigliere pubblica la fotografia di un mezzo in sosta vietata, precisando però che si tratta solo di un esempio: nei fine settimana, spiega, la situazione sarebbe “fuori controllo”, con una presenza diffusa di camper e veicoli accampati lungo strade e piazzole non autorizzate.
Il problema, secondo Ottobre, non è solo estetico o ambientale, ma anche culturale e politico: riguarda il rapporto tra turismo e rispetto delle regole, e il messaggio che le istituzioni trasmettono quando le norme esistono ma non vengono fatte rispettare.

 

 

Sanzioni sempre agli stessi
Nel suo intervento, Ottobre punta il dito anche contro una disparità di trattamento che ritiene evidente. «In Consiglio comunale ho fatto presente che le multe vengono fatte sempre ai cittadini – afferma – i quali, per colpa della politica, non hanno a disposizione parcheggi sufficienti».
Un’accusa che ribalta la narrazione consueta: da un lato i residenti, penalizzati da scelte urbanistiche e carenze infrastrutturali; dall’altro i visitatori, spesso lasciati liberi di occupare spazi pubblici senza conseguenze, anche quando violano divieti chiari.

Il confronto con l’Europa
Non manca, nelle parole del consigliere, un confronto diretto con altri Paesi europei. «Provate ad andare in Germania o in Austria e campeggiare per strada», scrive Ottobre, evocando modelli di gestione del territorio dove le regole sono chiare e vengono fatte rispettare, a prescindere che si tratti di residenti o turisti.
Un paragone che chiama in causa non solo la polizia locale – “sono pronto a chiedere un referendum per tornare ad avere più vigili e il comando ad Arco”, dichiara alla redazione de La Busa online – ma una visione complessiva del turismo: attrattivo sì, ma non a scapito del decoro, della sicurezza e della qualità della vita di chi vive il territorio tutto l’anno.

Una questione che resta aperta
La denuncia di Mauro Ottobre si inserisce in un contesto più ampio che riguarda molte località dell’Alto Garda e del Trentino: come conciliare accoglienza e regole, promozione turistica e tutela degli spazi pubblici. I cartelli, da soli, non bastano. Senza controlli e senza una strategia coerente, il rischio è che il divieto resti solo un simbolo, mentre il disagio continui a crescere.
Una battaglia che il consigliere definisce di civiltà prima ancora che politica, e che chiama in causa l’intera comunità: amministratori, cittadini e visitatori. Perché il decoro non è un dettaglio, ma una scelta quotidiana.
(n.f.)