Viabilità e lavori al ponte di Arco, domenica 9 sit-in di Forza Italia

Un sit-in per esprimere solidarietà a residenti e operatori economici che, secondo Forza Italia, stanno subendo le conseguenze delle modifiche alla viabilità legate ai lavori al ponte. L’iniziativa è in programma domenica 9 agosto ad Arco, in via della Cinta, nei pressi del semaforo, ed è promossa dal coordinamento Alto Garda e Ledro del partito.
Al centro della manifestazione ci saranno soprattutto le ripercussioni del cantiere sulla circolazione e i possibili scenari per il futuro della viabilità cittadina. A intervenire sulla questione sono Luigi Masato, Piergiorgio Zambotti e Stefano Briosi, che chiedono di affrontare il problema andando oltre la gestione dell’attuale fase di emergenza e iniziando a ragionare su una soluzione complessiva per l’attraversamento della città.
Una delle principali preoccupazioni riguarda innanzitutto i tempi dei lavori. Secondo gli esponenti di Forza Italia l’attuale organizzazione del cantiere e il cronoprogramma previsto potrebbero portare le conseguenze dell’intervento a protrarsi fino alla prossima estate, con ulteriori disagi per chi abita e lavora nella zona e per la circolazione cittadina.
Il coordinamento pone poi il problema di ciò che accadrà una volta terminati i lavori. Per Forza Italia, infatti, il transito a doppio senso regolato dal semaforo non può rappresentare la soluzione definitiva. L’obiettivo dovrebbe essere invece quello di ridurre il traffico veicolare che attraversa il centro di Arco, individuando un’organizzazione della mobilità capace di alleggerire la pressione delle automobili sulle zone più delicate della città.
Tra le ipotesi che il partito chiede di approfondire c’è quella di introdurre un senso unico con direzione sud-nord. Una proposta che, secondo i promotori del sit-in, merita di essere valutata nel quadro di una revisione più ampia della viabilità.
Forza Italia torna inoltre sulla possibilità di realizzare un sottopasso ciclopedonale, ipotesi che a giudizio del coordinamento non dovrebbe essere definitivamente accantonata. Su questo punto Masato, Zambotti e Briosi chiedono che venga riaperto il confronto con la Provincia, per verificare nuovamente la fattibilità dell’intervento e le possibili soluzioni tecniche.










