Una scoperta che fa sperare: passi avanti contro il tumore al pancreas

«In un flusso quotidiano di notizie spesso frammentate e contraddittorie, non è sempre facile distinguere ciò che è davvero destinato a lasciare un segno». È da questa riflessione che prende avvio il messaggio condiviso sui social da Alessandro Amistadi, medico dentista di Arco, già candidato sindaco alle recenti elezioni amministrative e oggi consigliere comunale di minoranza, che ha richiamato l’attenzione su una scoperta scientifica di portata potenzialmente storica nel campo della ricerca oncologica.
La notizia arriva dalla Spagna e riguarda uno dei tumori più aggressivi e difficili da trattare: il cancro al pancreas, in particolare l’adenocarcinoma duttale pancreatico, la forma più comune e devastante della malattia. A firmare lo studio è il gruppo di Oncologia sperimentale del Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro (CNIO), diretto dal professor Mariano Barbacid, uno dei massimi esperti internazionali nel campo degli oncogeni.
Per la prima volta, come sottolineato dallo stesso Barbacid, la ricerca è riuscita a ottenere nei modelli sperimentali animali una risposta completa, duratura e a bassa tossicità contro il tumore al pancreas. Un risultato mai raggiunto in precedenza, ottenuto grazie alla combinazione di tre farmaci che agiscono su meccanismi fondamentali della crescita tumorale.
«Anche se la strada per la cura sull’uomo sarà ancora lunga – ha ricordato Amistadi nel suo intervento – mentre tutto il mondo era distratto è stata posta una pietra miliare per la futura cura di uno dei più terribili tumori che minaccia le nostre vite».
Lo studio e i risultati
La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha mostrato nei topi una regressione del tumore durata fino a 200 giorni, senza effetti collaterali significativi. Il trattamento combina due farmaci che colpiscono le proteine EGFR e STAT3, coinvolte nella proliferazione tumorale, e un terzo farmaco diretto contro KRAS, l’oncogene mutato in circa il 90% dei pazienti con cancro al pancreas.
Proprio la resistenza ai farmaci anti-KRAS rappresenta da anni uno dei principali ostacoli terapeutici: anche le terapie mirate approvate a partire dal 2021 hanno mostrato benefici limitati nel tempo. La strategia della tripla terapia mira invece a superare questo meccanismo di resistenza, aprendo scenari completamente nuovi.
Chi è Mariano Barbacid
Classe 1949, nato a Madrid, Mariano Barbacid è un biochimico molecolare di fama mondiale. Laureato in Chimica all’Universidad Complutense, ha proseguito la sua formazione negli Stati Uniti, lavorando a lungo all’MD Anderson Cancer Center di Houston e dirigendo il National Cancer Institute del Maryland. Nel 1982 il suo gruppo isolò il primo oncogene umano, identificando anche la prima mutazione genetica associata allo sviluppo del cancro.
Nel 1998 è rientrato in Spagna per fondare e dirigere il CNIO, che in meno di un decennio è diventato uno dei principali centri di ricerca oncologica al mondo. Autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche, Barbacid ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra cui due Advanced Grant del Consiglio Europeo della Ricerca e, nel 2020, la Medaglia Echegaray, il massimo riconoscimento scientifico spagnolo.
Entusiasmo e cautela
Nonostante l’entusiasmo suscitato dai risultati, gli stessi ricercatori invitano alla prudenza. «È importante comprendere – ha spiegato Barbacid – che, sebbene risultati sperimentali come questi non siano mai stati ottenuti prima, non siamo ancora pronti per avviare studi clinici sull’uomo con questa tripla terapia».
Un messaggio di cautela che non ridimensiona però la portata della scoperta. Come evidenziato anche dall’intervento di Alessandro Amistadi, si tratta di un passo decisivo nella comprensione e nel possibile futuro trattamento di una malattia che, ancora oggi, presenta prognosi estremamente severe.
Una notizia che parla di scienza, ma anche di speranza, e che merita di essere ascoltata e compresa, al di là del rumore quotidiano dell’informazione. (n.f.)










