Torbole soffocata dal traffico, Perugini: «La circonvallazione va fatta subito»

Redazione07/09/20264min
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La variante di Torbole resta sempre al centro del tavolo politico dell’Alto Garda. E questa volta, almeno sul territorio, le distanze sembrano essersi accorciate. Dopo il voto unanime del Consiglio comunale di Arco contro l’ipotesi di uno sbocco al Linfano, arriva anche la presa di posizione di Giovanni “Johnny” Perugini, vicepresidente di ONDA, consigliere comunale di Rinascita e Sviluppo a Nago-Torbole e membro dell’Assemblea per la Pianificazione e lo Sviluppo della Comunità Alto Garda e Ledro.
«La circonvallazione di Torbole non può più aspettare», è il messaggio. Un’affermazione che prova a trasformare il consenso politico delle ultime settimane in una richiesta precisa alla Provincia: scegliere il tracciato indicato dal territorio e aprire finalmente l’iter dell’opera.

 

 

Il fronte contro lo sbocco al Linfano
La questione viene da lontano. La circonvallazione di Torbole rappresenta da anni uno dei tasselli mancanti della viabilità dell’Alto Garda, destinata a completare il sistema oggi in costruzione tra Loppio, Nago e la Busa.
Il nodo più discusso riguarda proprio il proseguimento verso Arco. Il Consiglio comunale arcense ha recentemente ricompattato maggioranza e opposizione attorno al cosiddetto corridoio “C”, indicando come soluzione preferenziale il tracciato C1 e, subordinatamente, la C2, nell’area Conca-Maza, respingendo invece lo sbocco al Linfano.
Perugini saluta anche l’iniziativa della Comunità di Valle di coinvolgere le categorie economiche, considerandola un passaggio utile per «compattare definitivamente il fronte a difesa della viabilità dell’Alto Garda».
ONDA rivendica di essersi battuta sul tema già nel 2024, quando, ricorda Perugini, la Provincia aveva declassato l’opera tra quelle considerate non prioritarie, e richiama il lavoro portato avanti assieme al consigliere provinciale Filippo Degasperi.
Il passaggio più duro riguarda gli studi sui flussi di traffico presentati dalla Provincia. «Abbiamo portato alla luce palesi “buchi di dati” e forzature matematiche», sostiene Perugini, ricordando l’assemblea della Comunità dello scorso luglio alla presenza del commissario straordinario Carlo Benigni. Secondo ONDA, alcuni scenari sarebbero basati su flussi turistici invernali poco realistici e non terrebbero adeguatamente conto di importanti direttrici di traffico.

«Lavorare d’anticipo»
Da qui due richieste. La prima riguarda il collegamento San Giovanni-Cretaccio, attualmente in costruzione: secondo Perugini bisogna predisporre già oggi gli accorgimenti progettuali che consentano domani l’innesto della futura variante, evitando che eventuali incompatibilità tecniche diventino un ostacolo.
La seconda è ancora più netta: «Nessun tempo morto». ONDA chiede che la progettazione si concentri sul corridoio scelto dal territorio, che venga sbloccata la rotatoria di Bolognano e che, una volta completato il tunnel oggi in costruzione, questo venga aperto immediatamente al traffico.
«Oggi l’Alto Garda è compatto e sa cosa vuole», conclude Perugini. Per ONDA il tempo degli studi contrapposti e dei rinvii dovrebbe dunque lasciare spazio a una scelta definitiva: completare la circonvallazione e alleggerire Nago e Torbole da un traffico che da anni condiziona residenti, pendolari e mobilità dell’intera Busa. (n.f.)