San Giovanni al Monte, l’allarme siccità si aggrava. Il Consorzio: «Basta sprechi d’acqua»

Redazione18/07/20264min
SAN GIOVANNI AL MONTE ARCO

 

La situazione idrica di San Giovanni al Monte continua a destare forte preoccupazione. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale di Arco, arriva ora anche il richiamo del Consorzio di protezione e valorizzazione di San Giovanni al Monte e Gorghi di Arco, presieduto da Angiolino Pincelli, che invita residenti, proprietari di seconde case e frequentatori della località a un utilizzo ancora più responsabile della risorsa idrica.
L’appello nasce dopo i dati diffusi dal Comune, che attraverso il sistema di telecontrollo dell’acquedotto ha registrato un progressivo abbassamento del livello della vasca alimentata dalla sorgente dei Gorghi, unica fonte di approvvigionamento della zona. Una situazione aggravata dalle alte temperature e dalla persistente assenza di precipitazioni significative, che stanno riducendo ulteriormente la portata delle sorgenti.

 


 

«A seguito di questo articolo e della critica situazione idrica a San Giovanni – scrive il Consorzio sui propri canali social – intendiamo sensibilizzare i censiti e chiediamo maggiore attenzione nell’uso dell’acqua in questo momento, ma non solo, dato che la nostra montagna rimane comunque povera di acqua, evitando dove possibile sprechi».
L’obiettivo è evitare che proprio nelle settimane di maggiore afflusso turistico la disponibilità d’acqua possa diventare insufficiente. «In questo modo – prosegue il Consorzio – si spera di non dover rimanere completamente senza nel periodo prossimo alle vacanze di molti censiti, della colonia per i nostri bambini e del ristorante presente».
Un appello che richiama il senso di responsabilità collettiva. «Confidiamo e ringraziamo per la vostra comprensione e collaborazione», conclude il messaggio.
L’allarme del Consorzio si inserisce nel quadro già delineato dall’amministrazione comunale. Oltre alla diminuzione della disponibilità della sorgente, il sistema di monitoraggio ha infatti evidenziato consumi particolarmente elevati anche durante le ore notturne, quantitativi che, secondo le verifiche effettuate, non sembrano essere riconducibili esclusivamente a perdite della rete idrica.
Per questo il Comune ha ricordato la piena validità dell’ordinanza emanata il 27 maggio scorso per tutte le aree montane del territorio comunale, che limita l’utilizzo dell’acqua potabile ai soli usi alimentari e igienico-sanitari. Restano quindi vietati il riempimento e il rabbocco di piscine e serbatoi, l’irrigazione di orti e giardini e tutti gli impieghi non indispensabili.
L’amministrazione non esclude, qualora la situazione dovesse peggiorare o continuassero a registrarsi consumi anomali, di ricorrere a controlli più stringenti, sanzioni e, nei casi più critici, anche al razionamento della fornitura.
Un’eventualità che tutti sperano di scongiurare. Per riuscirci sarà determinante il contributo di chi vive, frequenta o trascorre le vacanze a San Giovanni al Monte, dove l’acqua rappresenta da sempre una risorsa preziosa e limitata, oggi ancora più vulnerabile di fronte agli effetti della lunga ondata di caldo e della siccità. (n.f.)