“SalviAMO il Garda”, duecento persone a Salò contro cementificazione e overtourism

Redazione22/06/20266min
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Nonostante il caldo torrido, circa duecento persone hanno partecipato a Salò alla manifestazione “SalviAMO il Garda”, promossa dal Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda. Una mobilitazione che ha riunito associazioni, comitati, collettivi e realtà ambientaliste provenienti da diversi territori del lago, uniti dalla volontà di richiamare l’attenzione sulle pressioni sempre più forti che gravano sull’ecosistema gardesano.
Il messaggio lanciato dalla piazza è chiaro: il Garda non può più essere considerato soltanto come una risorsa da sfruttare in chiave turistica ed economica, ma va riconosciuto come un unico grande corpo naturale, fragile e interconnesso, da tutelare nella sua complessità.
Dal Coordinamento arriva un ringraziamento alle persone presenti, ma anche un appello a non restare indifferenti. «Non è il momento di essere indifferenti – sottolineano gli organizzatori – perché esserlo, in questo momento, significa avallare scelte prettamente basate sul profitto».

 


 

Al centro della protesta ci sono le grandi trasformazioni che stanno interessando il lago e il suo entroterra: la cementificazione delle coste, la realizzazione di nuove passeggiate in cemento, i progetti di ciclopedonali in tratti rocciosi e delicati, i resort di lusso sulle colline panoramiche, l’aumento della pressione turistica, i problemi legati alla depurazione e all’inquinamento.
Secondo il Coordinamento, si tratta di scelte che puntano soprattutto ad aumentare i flussi turistici, senza interrogarsi fino in fondo sul limite oltre il quale il territorio rischia di perdere equilibrio, identità e qualità della vita.
Il tema non riguarda soltanto l’ambiente, ma anche la tenuta sociale delle comunità gardesane. Nel documento diffuso dopo la manifestazione viene richiamato anche il problema dell’emigrazione dei giovani dai paesi del lago, costretti spesso ad andarsene perché non trovano più casa in un mercato immobiliare sempre più condizionato dalla rendita turistica e dalla trasformazione degli alloggi in strutture ricettive.
Il Coordinamento contesta inoltre la gestione frammentata del Garda, divisa tra Regioni, Province e Comuni. Una divisione amministrativa che, secondo gli ambientalisti, non rispecchia la realtà naturale del territorio. «L’acqua del Sarca, quella del lago e quella del Mincio, le rocce, le colline, i tratti pianeggianti con la loro vegetazione e i loro animali non conoscono confini e vanno gestiti come un unico corpo naturale», ribadiscono gli organizzatori.
È questo uno dei punti centrali della mobilitazione: superare le logiche locali e parziali per arrivare a una visione unitaria del Garda, capace di tenere insieme tutela ambientale, qualità della vita dei residenti, equilibrio turistico e salvaguardia degli habitat naturali.
Alla manifestazione hanno aderito numerose realtà attive sui diversi fronti della tutela ambientale e territoriale: dalla depurazione all’inquinamento, dalla lotta alla cementificazione alla critica alla turistificazione, fino alla difesa dei paesaggi e delle comunità locali. Un mosaico di sensibilità diverse, ma unite da una convinzione comune: il Garda è un bene fragile, non infinito, e non può continuare a essere sottoposto a nuove pressioni senza una riflessione seria sui suoi limiti.
La giornata di Salò, accompagnata anche dal supporto logistico dei volontari e dalla musica del cantautore Luca Rassu, si chiude dunque con un messaggio politico e ambientale netto. Per il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda, la difesa del lago non può più essere rimandata.
La richiesta è quella di cambiare passo: meno consumo di suolo, meno opere impattanti, più attenzione agli habitat, alla casa, all’acqua, ai residenti e a un modello turistico che non può crescere all’infinito. Perché il Garda, ricordano gli ambientalisti, non è la somma di tanti confini amministrativi: è un unico ecosistema da proteggere.

(n.f.)