“RSA e la cura degli anziani non autosufficienti: quali proposte per il post Covid?”

RedazioneRedazione08/04/20214min262
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Nel pieno del dibattito interno delle RSA trentine sul tema delle aperture alle visite dei parenti per gli ospiti delle Case di Riposo, discussione che ha messo in subbuglio lo stesso C.d.a. di Upipa con le dimissioni della presidente Parolari, alle 17,30 di giovedì 8 aprile si terrà un interessante seminario a distanza sul tema “RSA e la cura degli anziani non autosufficienti: Quali proposte per il post COVID”, organizzato da “Anchise Comitato Nazionale Famiglie RSA, RSD e Sanità” e da “Medicina Democratica”. Dagli organizzatori è arrivato l’invito a presentare il protocollo per le visite in presenza, messo a punto da alcune RSA trentine e oramai attivo da più di un mese. Verranno presentati, dal dott. Livio Dal Bosco, direttore delle APSP Opera Romani di Nomi e Residenza Valle dei Laghi di Cavedine, anche i primi dati di monitoraggio del benessere psicologico dei famigliari e degli ospiti, raccolti in collaborazione con la psicologa e neuropsicologa dott.ssa Giulia Decarli, presso le strutture che hanno attivato le visite in presenza.
Innanzitutto, va chiarito che non è vero che il DPCM vigente blocchi ogni intervento di avvicinamento tra ospiti e famigliari. Anzi, il rapporto n. 6 del 2021 dell’Istituto Superiore di Sanità, al punto 7.1.1. recita testualmente: “Ogni struttura sanitaria decide autonomamente quale sia il metodo migliore per preservare gli ospiti e gli operatori e prevenire la diffusione del virus, secondo la situazione epidemiologica e secondo i protocolli operativi delle autorità sanitarie. Le misure dovrebbero essere, però, sempre proporzionate alla situazione epidemiologica e modificabili con riferimento al mutare delle condizioni esterne e interne”. Il protocollo, infatti, è stato tecnicamente validato dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari.
I dati raccolti dopo un mese di sperimentazione confermano quanto evidenziato nel Rapporto dell’ISS. Sono stati analizzati i dati della fase 1 quando le strutture erano blindate, della fase 2 con le visite con stanze vetrate, plexiglas e nylon e della fase 3 con le visite in presenza. Nella fase 1 i famigliari hanno riferito un forte malessere con quadri di grande preoccupazione, ansia, disturbi del sonno, tristezza e depressione. Tra gli ospiti si sono registrati disturbi del comportamento con atteggiamenti aggressivi, oppositivi e scarsa compliance nei confronti delle terapie, disturbi dell’alimentazione, disturbi dell’umore e tendenza all’isolamento.
Questi vissuti sono stati inizialmente attenuati, ma non superati, con le visite effettuate con barriere (stanze degli abbracci e simili) che hanno generato in una fase iniziale un miglioramento della situazione, ma che poi con il passare del tempo hanno finito per produrre sentimenti di frustrazione, difficoltà comunicative, senso di innaturalità e rabbia. Con l’apertura alle visite in presenza della fase 3, il quadro è drasticamente cambiato con un diffuso sentimento di felicità e sollievo sia tra i famigliari che tra gli ospiti, con una drastica diminuzione delle problematiche e delle tensioni psicologiche e psico-sociali evidenziate nelle fasi precedenti.
L’appuntamento è per giovedì 8 Aprile 2021, alle ore 17.30 ai link https://www.facebook.com/MedicinaDemocratica o https://www.facebook.com/dico32
MARIANO BOSETTI

La Busa

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