Residenza Molino di Dro, assistenza diurna e sostegno alle famiglie

Redazione08/10/20264min
residenza molino apsp (1)

Dopo il cohousing e l’apertura del Punto prelievi, l’Apsp Residenza Molino di Dro compie un nuovo passo nel potenziamento dei servizi rivolti alla comunità, attivando la Presa in carico diurna continuativa (Pic). Un servizio pensato per offrire assistenza agli anziani fragili durante la giornata, favorendo la permanenza nella propria abitazione e garantendo, allo stesso tempo, un concreto sostegno alle famiglie.

 



 

La nuova iniziativa si inserisce in un percorso avviato nei mesi scorsi con due importanti progetti: l’“Abitare accompagnato”, esperienza di cohousing inaugurata a giugno, e il Punto prelievi decentrato, entrato in funzione a luglio. Tre servizi diversi, accomunati dalla volontà di mettere le competenze sanitarie, assistenziali e organizzative della Residenza Molino a disposizione non soltanto degli ospiti della struttura, ma dell’intera popolazione dell’Alto Garda.
La Pic rappresenta una soluzione intermedia tra l’assistenza domiciliare e il ricovero permanente in Rsa, in linea con gli indirizzi della Provincia autonoma di Trento che puntano a sviluppare un welfare di prossimità, attraverso servizi flessibili e capaci di rispondere alle esigenze delle persone più vulnerabili.
Il servizio potrà accogliere contemporaneamente fino a quattro persone al giorno e si rivolge principalmente ad anziani parzialmente non autosufficienti o che manifestano i primi segnali di fragilità cognitiva e relazionale. L’obiettivo è consentire loro di continuare a vivere nella propria casa, mantenendo il più possibile le autonomie personali e alleggerendo l’impegno quotidiano dei familiari che se ne prendono cura.
L’assistenza sarà garantita dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17.30, con un programma che comprende il pranzo condiviso, il bagno assistito, attività di stimolazione cognitiva, esercizi motori adattati e laboratori dedicati alla socializzazione. La Residenza Molino provvederà direttamente anche al trasporto degli utenti, con accompagnamento dal domicilio alla struttura e ritorno.
Per ogni persona sarà predisposto un Piano Assistenziale Individualizzato (Pai), definito in raccordo con la rete dei servizi territoriali e finalizzato al mantenimento o al recupero delle capacità residue.
Un aspetto particolarmente significativo riguarda l’organizzazione: il nuovo servizio è stato attivato senza ricorrere a risorse aggiuntive, grazie a una riorganizzazione degli spazi e delle attività interne, resa possibile dalla collaborazione del personale e dei volontari.
«È esattamente l’Apsp che immaginiamo e costruiamo per il futuro: una realtà dinamica, non ripiegata tra le proprie mura, ma snodo vitale della comunità», sottolinea la presidente Antonella Genovesi.
«L’Abitare accompagnato, il Punto prelievi e la Pic sono espressione di una progettualità unitaria: intercettare i bisogni emergenti e costruire risposte vicine ai cittadini. Riuscirci a parità di risorse testimonia il valore e la dedizione della nostra squadra e l’efficace sinergia tra la governance e la direzione, che ha tradotto in operatività gli indirizzi del Consiglio di amministrazione».
Con questa ulteriore iniziativa, la Residenza Molino rafforza il proprio ruolo di presidio sociosanitario territoriale, capace di collegare l’assistenza domiciliare, i servizi specialistici e l’accoglienza residenziale.
Ma il progetto assume anche un significato più ampio, contribuendo a modificare la percezione tradizionale della casa di riposo. Non più soltanto una struttura destinata ad accogliere stabilmente gli anziani quando l’assistenza familiare diventa insufficiente, ma un luogo aperto alla comunità, in grado di accompagnare le persone nelle diverse fasi dell’invecchiamento, offrendo risposte concrete prima che le situazioni di fragilità rendano necessario il ricovero permanente.