Rendiconto 2025 Comune di Riva, critiche dalla Lega: “Risorse non trasformate in opere”

Dopo il via libera al rendiconto 2025 e lo sblocco dell’avanzo da quasi 40 milioni di euro, il dibattito politico a Riva del Garda entra nel vivo. Se la giunta guidata dal sindaco Alessio Zanoni rivendica la solidità dei conti e la possibilità di avviare nuovi investimenti, la minoranza alza il livello dello scontro. In particolare, la Lega Salvini Premier locale ha affidato a un lungo intervento pubblico una critica articolata al documento contabile, definendo il proprio voto contrario come “tecnico e non ideologico”.
“Risorse ci sono, ma non diventano risultati”
Il punto centrale dell’attacco riguarda la capacità di spesa dell’amministrazione. Secondo la Lega, il rendiconto mostra sì un equilibrio finanziario e un avanzo consistente, ma evidenzia anche una difficoltà strutturale nel tradurre le risorse in opere concrete.
Nel mirino, in particolare, la percentuale di realizzazione degli investimenti programmati, ferma – secondo quanto riportato – al 42,98%. Un dato che, per l’opposizione, non rappresenta “risparmio virtuoso”, ma piuttosto “capitali paralizzati” e interventi non realizzati.
Da qui la lettura politica: l’avanzo da quasi 40 milioni non sarebbe un segnale di efficienza, ma il simbolo di un’occasione mancata. “Ogni euro non speso è un bisogno non soddisfatto”, è la sintesi della critica.
Il confronto con il passato
Nel ragionamento della Lega entra anche il confronto con la precedente amministrazione, guidata dall’ex sindaca Cristina Santi. Pur riconoscendo che parte dell’avanzo deriva da quella gestione, l’opposizione sottolinea come negli anni passati – anche grazie ai fondi del PNRR – si sarebbe mantenuto un ritmo più sostenuto negli investimenti.
Viene citato, tra gli esempi, il tema della viabilità a Varone, indicato come priorità politica quando l’attuale maggioranza era all’opposizione ma, secondo la Lega, oggi privo di sviluppi concreti.
Crediti e riscossione: un altro nodo
Oltre alla spesa, la critica si concentra sulla gestione delle entrate. Il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) supera 1,4 milioni di euro, a cui si aggiungono oltre 800mila euro di crediti già stralciati ma ancora presenti a bilancio.
Numeri che, secondo la Lega, indicano una difficoltà nella riscossione, in particolare su entrate tributarie e sanzioni. Da qui la richiesta di una maggiore “pulizia” contabile e di un piano più incisivo per il recupero crediti.
La macchina comunale sotto pressione
Un ulteriore elemento riguarda l’organizzazione interna dell’ente. La minoranza parla di una struttura amministrativa in affanno, segnata da carenza di personale e concorsi deserti. Una condizione che, a suo avviso, limita la capacità di tradurre in pratica la programmazione politica.
Il risultato sarebbe un circolo vizioso: meno personale, meno capacità operativa, più ritardi, più avanzo inutilizzato.
Le proposte dell’opposizione
Accanto alle critiche, la Lega avanza alcune proposte operative: un piano straordinario con cronoprogramma vincolante per sbloccare gli investimenti, una riorganizzazione della macchina comunale, politiche più attrattive per il personale e un rafforzamento delle strategie di riscossione.
Viene inoltre messo in discussione il modello del bilancio partecipato, giudicato poco incisivo se non collegato alle scelte strategiche più rilevanti.
Uno scontro destinato a proseguire
Il confronto si inserisce in un momento chiave per l’amministrazione Zanoni, che nelle prossime settimane porterà in consiglio le variazioni di bilancio necessarie ad allocare l’avanzo e avviare nuove opere.
Se per la maggioranza il “tesoretto” rappresenta un’opportunità da tradurre in cantieri, per l’opposizione resta prima di tutto il segnale di una distanza ancora ampia tra risorse disponibili e risultati concreti. Una distanza che, inevitabilmente, continuerà ad alimentare il dibattito politico in città. (n.f.)










