Quale futuro per il reparto Salute mentale di Arco?

Claudio Chiarani02/02/20232min
20201102_DSC8829 OSPEDALE ARCO

 

Filippo Degasperi, battagliero consigliere provinciale “interroga” la giunta provinciale sui tempi di chiusura del servizio psichiatrico ad Arco. “Quali le ragioni e chi ne ha chiesto la chiusura?” chiede Degasperi, il quale non intende far passare “sotto silenzio” lo smantellamento del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura che opra nell’Alto Garda. Un altro “tassello” della Sanità trentina che se ne va, sottolinea Degasperi, ponendo l’accento sulla mancanza di professionisti, il peggioramento della qualità del lavoro e del servizio verso pazienti estremamente fragili. È stata chiusa la struttura di Pergine, dunque chiudendo Arco si assisterebbe ad uno smantellamento di un sistema di servizi e tutela pubblica, togliendo anche i sedici posti letto disponibili nella città delle palme per i casi più gravi. E, sottolinea Degasperi, vista l’ampia porzione di territorio che la struttura di Arco copre, verrebbe a mancare una struttura fondamentale e indispensabile, in particolar modo in tempi come gli attuali dove le persone sole si trovano a dover fare i conti col post pandemia, la comunità in cui vivono e le sue diverse criticità conseguenti al lockdown, insomma si andrebbe da un posto letto ogni diecimila abitanti ad uno ogni ventimila, la metà di quanto previsto dal livello minimo essenziale richiesto.

 

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