Protezione civile, nuovo Ospedale da Campo per il Trentino

La gestione delle emergenze di Protezione civile anche sotto il profilo sanitario è stata al centro del meeting internazionale che ha riunito a Marco di Rovereto i rappresentanti dei sistemi di Protezione civile provenienti da 12 Paesi europei. Un appuntamento che è stato anche l’occasione per lanciare ufficialmente il progetto EMT (Emergency Medical Team) della Provincia autonoma di Trento, che vede collaborare il Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. L’obiettivo è di trasformare l’ospedale da campo in dotazione al Servizio Prevenzione rischi e Cue in una moderna unità mobile per la gestione della prima emergenza e dell’assistenza medica di base alla popolazione colpita. Per questo motivo, è stato avviato il processo di certificazione presso l’Organizzazione mondiale della sanità.
“Intendiamo creare una capacità rapida e versatile di intervento sanitario, che possa operare sia a livello nazionale che internazionale, integrandosi pienamente nel Meccanismo europeo di Protezione civile” ha spiegato il dirigente generale Stefano Fait”.
Il direttore generale dell’Azienda Sanitaria, Antonio Ferro, ha spiegato come in Trentino la collaborazione tra Azienda sanitaria e Protezione civile si sia rafforzata nel corso dell’emergenza Covid: “Oggi ci impegniamo anche per offrire il nostro contributo in situazioni di emergenza internazionale. Un passo significativo per lo sviluppo della nostra scuola di specialità in emergenza urgenza, che partirà quest’anno.
All’evento di apertura del meeting sono intervenuti, tra gli altri, anche il coordinatore dell’Ufficio gestione delle emergenze del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Luigi D’Angelo, la direttrice generale per la Protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario dell’Unione europea, Michela Matuella (originaria di Rovereto) e il network leader dei team medici di emergenza dell’Oms, Flavio Salio.
“Queste giornate di confronto sono un’opportunità fondamentale per consolidare la rete di collaborazione tra diversi attori della protezione civile, sia a livello nazionale che internazionale – ha spiegato D’Angelo – Conoscersi e lavorare insieme è la chiave per affrontare con efficacia le emergenze, rendendo il nostro sistema di risposta più agile e coordinato. L’Italia, da sempre impegnata nel meccanismo europeo di protezione civile, continua a svolgere un ruolo di guida in queste iniziative, facilitando il dialogo e lo scambio tra Paesi e organizzazioni”.