Protesta “Onda” all’ospedale di Arco: “Molte criticità nella sanità dell’Alto Garda”

Redazione29/01/20268min
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Un flash mob “a difesa della sanità pubblica e dei suoi operatori” si è svolto nel pomeriggio di oggi, 29 gennaio, davanti all’ingresso principale dell’ospedale di Arco. L’iniziativa, promossa da Onda, associazione politico-culturale creata da Filippo Degasperi, ha riportato al centro del dibattito le criticità strutturali e organizzative del presidio ospedaliero dell’Alto Garda, sotto la vigilanza di due agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Riva del Garda. L’ospedale di Arco serve un bacino di circa 50 mila residenti, includendo anche i territori di Malcesine e Limone sul Garda, ma nei mesi estivi si trova a gestire una pressione assistenziale molto più elevata, legata alle decine di migliaia di presenze turistiche che interessano l’Alto Garda.

“Non intimidire chi denuncia”
A prendere per primo la parola è stato Johnny Perugini, rappresentante locale di Onda, che ha voluto aprire il suo intervento con un ringraziamento al personale sanitario: «Voglio ringraziare chi ogni giorno indossa un camice e lavora in condizioni difficili, trovando comunque la forza di segnalare le carenze non per interesse personale, ma per il bene dei pazienti».
Il flash mob nasce dalla reazione dell’Azienda sanitaria nei confronti di un’operatrice che aveva denunciato pubblicamente le difficoltà del Pronto soccorso.
«Quando un operatore segnala che il sistema non regge – ha affermato Perugini – la risposta dovrebbe essere “grazie, risolviamo il problema”. Invece qui si è parlato di provvedimenti disciplinari. Intimidire è diventato più facile che risolvere». Secondo Onda, i disagi non sono episodici: «Le criticità denunciate sono note da anni. Sono il risultato di sottorganico, carenze strutturali e misure tampone che non affrontano il problema alla radice».

 

Casa della Comunità e scelte contestate
Nel mirino anche le scelte della Provincia sulla futura Casa della Comunità. Perugini ha parlato di «due errori gravi»: «Un errore logistico, con l’ipotesi dell’Incompiuta di Riva, che sarebbe solo un cambio di targa, e un errore di dimensionamento: una struttura SPOKE aperta 12 ore, chiusa di notte e nei festivi». Una soluzione ritenuta inadeguata per un territorio come l’Alto Garda: «Siamo un gigante turistico, ma un nano politico. Altri territori con meno abitanti e meno turisti hanno strutture HUB h24. Perché noi dobbiamo accontentarci di servizi ridotti?».

La proposta: una struttura HUB h24
Accanto alla protesta, Onda ha avanzato una proposta concreta: la realizzazione di una Cittadella della Salute HUB, sfruttando l’area del vecchio ospedale. «Serve una struttura aperta 24 ore su 24 – ha spiegato Perugini – con diagnostica di base immediata, specialisti, telemedicina e un vero filtro per i codici bianchi e verdi, per alleggerire un Pronto soccorso ormai sotto pressione». Una struttura ritenuta fondamentale sia per i residenti sia per un territorio a forte vocazione turistica: «Un’eccellenza turistica deve garantire un’eccellenza sanitaria».

Degasperi: “Promesse rimaste tali”
Al presidio ha partecipato anche il consigliere provinciale Filippo Degasperi, fondatore di Onda, che ha definito la sanità dell’Alto Garda e Ledro un tema «carsico»: «Ci sono momenti in cui la politica promette, come nel 2018 con il punto nascite o la neurochirurgia. Poi, a distanza di anni, quelle promesse restano parole».
Degasperi ha elencato le principali criticità: «Problemi del Pronto soccorso, carenza di personale, radiologia con macchinari obsoleti e spesso guasti, stress crescente sugli operatori».
Dura la critica alla gestione aziendale: «Mi ha colpito l’accanimento contro la dipendente che ha segnalato i problemi. Così si spiega perché l’Azienda sanitaria fatichi a reperire e trattenere personale». Secondo il consigliere, è necessario «ribaltare un modello verticistico» e dare maggiore spazio decisionale ai sanitari.

L’appello ai sindaci
Dal flash mob è arrivato infine un appello alla Conferenza dei sindaci dell’Alto Garda e Ledro, chiamata a esercitare un peso politico maggiore verso la Provincia: l’obiettivo è ottenere un polo sanitario di qualità, adeguato a un territorio che chiede servizi all’altezza della propria rilevanza demografica ed economica.
Nicola Filippi