Operazione “Perfido” sulla ‘ndrangheta in Val di Cembra: gli arcensi Mauro Ottobre e Giulio Carini indagati

RedazioneRedazione16/10/20203min3017
PORFIDOCave di porfido - zona estrattiva di Pianacci di Lases - marzo 2016

Fra i trentaquattro indagati in provincia di Trento nell’inchiesta per associazione mafiosa ci sono due nomi illustri locali: Mauro Ottobre, ex parlamentare della Camera nella XVII Legislatura e Giulio Carini, noto imprenditore nel settore edilizio. Due nomi che hanno fatto sobbalzare sul divano molte persone quando si è diffusa la notizia lanciata dal TG Regione della Rai. I Ros dei Carabinieri, in due distinte operazioni coordinate dai Pubblici Ministeri di Trento (18 persone con obbligo di dimora) e Reggio Calabria (cinque persone) hanno arrestato ventitré persone, tra cui l’assistente capo della Polizia Sebastiano Vecchio, sospeso dal servizio per motivi disciplinari e recapitato l’avviso d’indagine alle altre undici tra le quali, come detto, figurano Mauro Ottobre e Giulio Carini. Entrambi di origini calabresi, Ottobre e Carini sono molto conosciuti nell’Alto Garda.


L’accusa parla di voto di scambio in cambio d’affari e associazione mafiosa, accertando l’operatività di una “cellula” trentina della n’ndrangheta a Lona Lases, in valle di Cembra. Questo nella prima fase dell’inchiesta, quella coordinata dal tribunale di Trento, poi nella seconda fase coordinata dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria e Trento, assieme agli agenti della squadra mobile del capoluogo calabro (operazione “Pedigree 2”) hanno arrestato altre pedine tra cui, appunto, il poliziotto Sebastiano “Seby” Vecchio.
Mauro Ottobre si dice tranquillo, disposto a parlare con i magistrati e chiarire tutte le accuse che al momento gli sono contestate e lo vedono coinvolto nell’affare dove, appunto, si ipotizza il reato di voto di scambio. È bene chiarire, infatti, che tutte le accuse devono essere dimostrate in caso di rinvio a giudizio. Voto di scambio, affari in cambio di favori, commesse nel settore del porfido, associazione a delinquere di stampo mafioso legate alla cosca Serraino di Reggio Calabria con base proprio a Lona Lases. Per Mauro Ottobre avviso di garanzia, per Giulio Carini anche l’obbligo di firma. Sarà la Magistratura a fare chiarezza sull’operato di due persone che, fino e sempre a prova contraria, mai hanno dato luogo ad accuse simili.

La Busa

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