Non finisce tutto con lo schianto: a Trento le testimonianze di chi vive il “dopo”

Un incidente stradale può consumarsi in pochi secondi. Una frenata, un urto, una sirena. Poi le immagini spariscono dalla cronaca, la strada riapre e il traffico ricomincia a scorrere. Ma per chi resta, per chi sopravvive, per le famiglie, il tempo può fermarsi proprio lì.
È da questa consapevolezza che nasce “Dopo l’impatto – Le conseguenze meno conosciute di un sinistro stradale”, l’incontro pubblico in programma venerdì 16 ottobre alle 20.30 nella sala della Circoscrizione Centro storico-Piedicastello, in via Verruca 1 a Trento. A moderare la serata sarà Cristina Sartori, criminalista, presidente della Pro Loco di Pieve di Ledro e componente esterna della Commissione cultura e cura della comunità della Circoscrizione 12.
«Un incidente stradale dura pochi istanti. Quello che viene dopo può durare anni, a volte una vita intera», scrive Sartori nel suo appello affidato ai social. Parole che arrivano in settimane nelle quali le cronache trentine hanno continuato a raccontare schianti, feriti e vittime. A metà settembre il bilancio dei motociclisti morti sulle strade provinciali aveva già raggiunto quota 14, superando quello di anni recenti; soltanto l’11 settembre due persone avevano perso la vita in due distinti incidenti in moto nel giro di poche ore.
Ma proprio qui la serata di Trento prova a spostare lo sguardo.
Non soltanto sul momento dell’incidente, quanto su quello che accade dopo: riabilitazione, dolore, cambiamenti familiari, difficoltà quotidiane, ferite fisiche e psicologiche che spesso non finiscono nei bollettini e raramente trovano spazio nei titoli.
A raccontarle saranno persone che quella realtà l’hanno incontrata direttamente.
Interverranno Antonio Savoldi, autore del libro La strana coppia; Mauro Bernardi, maestro di sci e vittima di un sinistro; Giovanni Zanda, che porterà la propria testimonianza; e Rosangela Rota, madre di una vittima. «Parleremo di ciò che succede dopo l’impatto – spiega Sartori – attraverso le voci di chi lo ha vissuto e di chi ne porta ancora le conseguenze».
L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito della Commissione cultura e cura della comunità della Circoscrizione Centro storico-Piedicastello, con il coinvolgimento, tra gli altri, di Simone Lucchiari, Filippo Bisanti e Maura Rosà.
Non una serata costruita sui numeri, dunque, ma sulle persone. Perché dietro ogni incidente ci sono vite che cambiano direzione, famiglie costrette a ripensare il proprio quotidiano e conseguenze che possono continuare molto oltre il momento in cui ambulanze e forze dell’ordine lasciano la strada. Ed è proprio su questo che Sartori concentra il suo invito: «Mi piacerebbe vedervi lì. Per ascoltare, prima di tutto». Forse è proprio da qui che può cominciare una cultura diversa della sicurezza stradale: non soltanto dalle regole, dalle sanzioni o dalle statistiche, ma dalla capacità di comprendere davvero che cosa può esserci dopo l’impatto. (n.f.)










