Magasa e Valvestino, il punto sul passaggio al Trentino

Redazione09/04/20243min
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L’assessore provinciale Simone Marchiori ha incontrato lunedì 8 aprile alcuni rappresentanti istituzionali dei Comuni di confine Magasa e Valvestino (entrambi in provincia di Brescia) e Pedemonte (in provincia di Vicenza).
L’incontro è stata l’occasione per fare il punto in merito alle richieste degli stessi Comuni di essere riaggregati alla Regione Trentino Alto Adige /Südtirol nell’ambito della Provincia autonoma di Trento, secondo la previsione dell’articolo 132 della Costituzione e alla presentazione di alcune istanze legate ai progetti di collegamento con il territorio trentino.
“Ci troviamo in una fase in cui viene presa in considerazione la revisione dello Statuto di Autonomia e questo rappresenta un momento di dibattito in cui si potrà porre il tema dell’aggregazione dei comuni di Pedemonte, Magasa e Valvestino, che storicamente hanno condiviso i loro destini con quelli della Provincia autonoma di Trento”, ha detto l’assessore Marchiori accogliendo i sindaci Roberto Carotta (Pedemonte), Davide Pace (Valvestino) e Federico Venturini (Magasa), ai quali ha comunicato che sui temi all’ordine del giorno sono stati informati l’assessore agli enti locali Giulia Zanotelli e il presidente della Provincia Maurizio Fugatti.
Presente anche Alberto Baldessari del Comitato “Torniamo in Trentino” e il dirigente generale dell’Agenzia provinciale per le opere pubbliche Mario Monaco, con il quale è stato avviato un confronto sulle ipotesi di collegamento stradale per la direttrice Valvestino-Bondone e funiviario Pedemonte-Luserna.

Le proposte di riaggregazione avevano preso avvio con i referendum popolari del 2008, mediante i quali le popolazioni dei tre Comuni confinanti, che contano complessivamente meno di un migliaio di cittadini, avevano espresso la loro volontà di annessione alla Provincia autonoma di Trento, fondando la loro motivazione in secoli di appartenenza al territorio dell’impero Austro-ungarico e, nel periodo fra le due Guerre mondiali, alla stessa Provincia di Trento dalla quale erano stati forzatamente separati nel 1929 (Pedemonte) e nel 1934 (Magasa e Valvestino).

Oltre ai noti riferimenti storici, nei tre Comuni permangono elementi caratteristici dell’amministrazione trentina, come il registro tavolare in luogo del catasto. Anche l’Amministrazione della giustizia fa capo, ad esempio per Magasa e Valvestino, alla competenza del tribunale di Rovereto e del giudice di Pace di Riva del Garda.
Pedemonte e Casotto, oggi frazione dello stesso Comune al confine con Luserna, vantano invece antiche radici cimbre, come rivelano i toponimi locali e le tracce linguistiche delle parlate dell’Altopiano dei sette Comuni.
Nel corso dell’incontro è emerso che le regioni Lombardia e Veneto si sono già espresse con parere favorevole alla riaggregazione. Il prossimo passaggio dovrà prevedere una legge costituzionale.

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