L’Italia dell’arrampicata brinda. Il presidente FASI: «Arco comincia a dare i suoi frutti»

Redazione31/08/20266min
laval gruppo


 

Le medaglie arrivano dalla Francia, ma una parte importante del futuro dell’arrampicata sportiva italiana passa da Arco. È questo il messaggio che emerge dal bilancio tracciato dal presidente della FASI Davide Battistella al termine dei Campionati Europei di Laval: un bottino pesante per gli azzurri e, soprattutto, la conferma di un progetto tecnico che ha trovato nel Climbing Stadium di Prabi uno dei propri punti di riferimento.
A Laval l’Italia ha fatto brillare i propri colori. Beatrice Colli si è laureata campionessa europea Speed, mentre nel paraclimbing sono arrivati gli ori di Lucia Capovilla e Chiara Cavina. David Kammerer ha conquistato il bronzo e Giovanni Placci l’argento nella Lead. Un bilancio al quale Battistella aggiunge anche l’argento ottenuto da Camilla Moroni nel Boulder agli Europei di Barcellona dello scorso luglio. «Posso dire di essere molto soddisfatto dei risultati e di tutto il lavoro portato avanti», sottolinea il presidente FASI, ringraziando i direttori tecnici Davide Manzoni e Cristina Cascone, i tecnici federali, gli allenatori personali degli atleti e «il settore sanitario, fisio e mentale che ha contribuito a questo incredibile numero di medaglie pesanti».

 

 

 

Arco, da capitale delle gare a casa degli azzurri
Ma nelle parole di Battistella c’è un passaggio che ad Arco assume un significato particolare. «L’aver puntato politicamente e operativamente alla creazione del Centro Tecnico Federale di Arco di Trento a disposizione dei nostri atleti comincia a dare i suoi frutti. Ma siamo solo all’inizio». Una frase che fotografa l’evoluzione del Climbing Stadium di Prabi e, più in generale, del rapporto fra Arco e l’arrampicata. Per decenni la città è stata conosciuta nel mondo per le sue pareti naturali, il Rock Master e le grandi competizioni internazionali. Oggi a questa vocazione si aggiunge qualcosa di diverso: un luogo permanente di preparazione, confronto e crescita per il movimento nazionale.
Ed è probabilmente questa la vera portata dell’investimento compiuto sul Centro Tecnico Federale.
Non soltanto strutture per ospitare un evento, dunque, ma un patrimonio sportivo destinato a lavorare tutto l’anno, mettendo a disposizione degli atleti ambienti e competenze di alto livello e rafforzando, nello stesso tempo, la possibilità per le nuove generazioni di avvicinarsi a una disciplina in continua crescita.
Una scelta lungimirante anche per il territorio: investire su Prabi significa consolidare un’identità costruita in decenni di storia e trasformarla in prospettiva futura.
E c’è un nome che rende ancora più stretto il filo fra Laval e Arco: Lucia Capovilla, arcense d’adozione, già protagonista del nostro racconto dei giorni scorsi. Il suo oro europeo aggiunge un’altra pagina a una storia sportiva che nella città delle Palme ha trovato casa.
Le medaglie francesi, insomma, raccontano il presente. Le parole di Battistella guardano già oltre: ad Arco si sta costruendo una parte del futuro dell’arrampicata azzurra. E, come ricorda il presidente FASI, siamo soltanto all’inizio. (n.f.)