Le carrozzine tornano a marciare nell’Alto Garda “Perché nulla è cambiato”

Claudio ChiaraniClaudio Chiarani02/09/20202min490
20190306IMG_2135 MARCIA DELLE CARROZZINE VIA VENEZIA ARCO AUGUSTO TAMBURINI

Tante promesse ma risposte concrete zero. Si potrebbe così riassumere il perché il “popolo” delle carrozzine torni a marciare sulle strade dell’Alto Garda per dimostrare tutto il suo dissenso contro le tante promesse non mantenute di ascoltare le loro necessità. Sabato 12 settembre, dunque, carrozzine elettriche o mosse a mano, scooter o altri veicoli speciali dedicati ai diversamente abili sfileranno per dire che di ascoltare chiacchiere sono tutti stufi. Servono fatti concreti. Da Arco a Riva lungo la pista ciclabile fino ad arrivare in piazza della Costituzione (quella delle Terme Romane) in pieno centro città, dove i portavoce spiegheranno le loro legittime aspettative. Era settembre del 2013 quando la prima marcia delle carrozzine portò ufficialmente all’attenzione dei politici e della cittadinanza le esigenze di essere considerati a tutti gli effetti cittadini come tutti, bisognosi di alcune attenzioni causate dalla loro “diversa” mobilità. Attenzione cui non è mai stata data risposta, un silenzio “assordante” che li ha costretti a questa ennesima iniziativa di protesta pacifica per cercare di ottenere dai prossimi amministratori più attenzioni. Che vanno dalla modifica della denominazione di “ausilio medico” riferito ai mezzi di spostamento loro necessari a quello di “veicolo speciale” e con responsabilità specifiche nel rispetto del Codice della Strada per chi li conduce al riconoscimento al diritto della mobilità con copertura assicurativa ma, soprattutto il riconoscimento che forme penalizzanti socialmente non devono essere limiti culturali dei cosiddetti “normali” verso di loro. La disabilità non è una malattia verso la quale provare pena, la disabilità è una categoria che ha necessità diverse e richiede parametri moderni, attuali da rivedere socialmente e politicamente.

La Busa

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