La pioggia non ferma a Campi il Giubileo dantesco

Redazione25/07/20212min427
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Nel piccolo borgo di Campi di Riva del Garda si è celebrato il XXI canto dell’Inferno di Dante in una serata all’insegna dell’italianità e dell’amore per la Cultura. Malgrado una pioggia battente e un cielo plumbeo con lampi e raffiche di vento, il recital itinerante ideato e realizzato dal filologo e attore Matteo Fratarcangeli ha portato in paese la Divina Commedia in una serata ricca di interventi e di sorprese.
Il Presidente Lorenzi ha fatto gli onori di casa, ringraziando tutti della presenza. Ne è seguito l’intervento della Vice Sindaco Betta che, esprimendo la propria gioia per l’occasione data alla frazione montana di Riva. È stata la volta quindi della ricercatrice storica Maria Luisa Crosina, che ha raccontato dell’importanza di Campi nel periodo Irredentista e della divisa tricolore della Banda della Valletta dei Liberi Falchi, invitando i bandisti presenti a intonare il loro bellissimo inno “Bella Valletta” che recita “Sì, come falchi liberi siam, sopra Pichea noi volar vogliam”. Una presenza a sorpresa, molto gradita al pubblico e a tutta la Proloco di Campi, è stata quella di Mietta Sighele, direttore artistico di musicaRivafestival la quale, insieme ai giurati del Concorso internazionale per giovani cantanti lirici Riccardo Zandonai, ha desiderato che si celebrasse Dante con l’Inno di Mameli cantato da alcuni dei vincitori della prestigiosa competizione.
Spumeggiante e anticonformista la performance di Matteo Fratarcangeli che, malgrado l’impossibilità di esporre le sue installazioni a causa della pioggia, lasciandosi ispirare dalle parole del Sommo Poeta ha incitato a più riprese a “non avere paura di esprimere la propria creatività” e “a cogliere le possibilità che la crisi, considerata nel suo significato etimologico di cambiamento, possa offrire all’uomo”.

La Busa

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