Madruzzo, la beffa dei Ristori agricoli

Redazione03/09/20213min693
La campagna a monte del lago di Cavedine


L’interesse e l’impegno del Governo Draghi per le misure a sostegno dell’economia, legate alle conseguenze della pandemia Covid 19, non sempre sono andate a buon fine. Ci riferiamo, in particolare, ai cosiddetti Ristori a favore degli agricoltori con Partita Iva nei comuni di montagna, ai quali veniva riconosciuto un contributo una tantum di mille Euro. Nel corso del 2020 erano state aperte delle finestre per le domande da effettuarsi presso i CAA (centri di assistenza agricola) con scadenza agosto 2020 e novembre 2020 (perfezionata quest’ultima poi a febbraio 2021). Dopo i soliti rinvii rispetto alle indicazioni di pagamento da effettuarsi da parte dell’Agenzia delle Entrate (dapprima entro il 2020, poi entro Pasqua 2021, entro giugno 2021, ecc) alcuni interessati, visto il continuo differire delle date per il pagamento del contributo, hanno cercato di approfondire il motivo di questi ritardi, scoprendo sostanzialmente che gli stanziamenti erano di gran lunga inferiori alle richieste. Infatti, dopo le prime assegnazioni, la macchina amministrativa si è bloccata per mancanza di risorse finanziarie e si è venuti a sapere (mai in maniera ufficiale) che il finanziamento sarebbe sceso dapprima a 900 Euro e successivamente (notizia di un mese fa) a soli 165, da cui, detratta la spesa per il CAA di € 85,00, il contributo netto sarebbe stato di soli € 80,00.
Ma la beffa non è finita qui: infatti un successivo approfondimento all’Agenzia delle Entrate si è scoperto che alcune domande riguardanti alcuni agricoltori di Madruzzo erano state cassate con la motivazione che tale Comune non è ritenuto di montagna. Un’assurdità, unica visto che tutti i Comuni trentini sono considerati da decenni “di montagna” (compresi Arco, Riva del Garda).
Ma, cosa ancor più grave, un’altra inspiegabile incongruenza, ovvero quella di aver già liquidato da diversi mesi ad altri contadini di Madruzzo l’intero contributo dei mille euro. Ora il CAA “Impresa Verde”, dopo continui solleciti con gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, convocherà le persone interessate per presentare un ricorso in autotutela ai fini del riconoscimento del contributo spettante.
MARIANO BOSETTI

La Busa

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