Il tempo che unisce: il volontariato Aquafil alla Fondazione Comunità di Arco

Quattro anni fa erano in sette. Un piccolo gruppo di collaboratori con la voglia di mettersi in gioco e dedicare tempo agli altri. Oggi, nel 2026, sono diventati sedici.
Il percorso di volontariato aziendale promosso da Aquafil presso la Fondazione Comunità di Arco è cresciuto nel tempo, trasformandosi in un’esperienza strutturata e riconosciuta, capace di generare valore sia per i volontari sia per le persone coinvolte nelle attività della struttura.
Fin dall’inizio l’azienda ha scelto di sostenere il progetto in modo concreto mettendo a disposizione dei propri collaboratori un monte ore dedicato al volontariato durante l’orario di lavoro.
Non si tratta solo di permessi ma di una scelta culturale che riconosce il valore del tempo dedicato alla comunità. Le attività vengono pianificate, i turni coordinati e la presenza dei volontari garantita con continuità, rendendo questo impegno parte integrante dell’identità aziendale.
Nel corso degli anni i volontari hanno affiancato il personale della struttura in diverse attività di animazione e nei momenti occupazionali e ricreativi. Tra queste laboratori musicali, iniziative dedicate al benessere, percorsi di stimolazione cognitiva, passeggiate all’aria aperta e uscite in bicicletta.
Ogni attività diventa un’occasione per creare relazioni. Durante una camminata, nel ritmo condiviso di una canzone o nel dialogo spontaneo che nasce durante un laboratorio si costruiscono piccoli momenti capaci di avere un grande impatto nella quotidianità dei residenti.
L’arrivo dei volontari è ormai atteso con entusiasmo. La loro presenza porta nuovi stimoli e contribuisce a rendere più ricca la routine delle giornate.
“Quando ho iniziato, pensavo di poter dare qualcosa del mio tempo. Non immaginavo quanto avrei ricevuto in cambio”, racconta una volontaria Aquafil. “Ogni incontro è diverso: c’è chi vuole chiacchierare, chi cantare, chi semplicemente camminare in silenzio. Si crea una relazione autentica, che va oltre l’attività in sé.”
Anche per i residenti il valore dell’iniziativa è evidente. “Quando arrivano, si sente un’energia diversa”, racconta uno di loro. “Non è solo quello che facciamo insieme, è il fatto che qualcuno viene qui apposta per stare con noi. Ci fa sentire importanti.”
Parole semplici che raccontano l’essenza del progetto: mettere al centro la persona.
La continuità dell’iniziativa, arrivata oggi al quarto anno, ha permesso di costruire relazioni autentiche. I volontari non sono più presenze occasionali, ma volti familiari con cui si è creato un rapporto di fiducia e condivisione.
Il passaggio da sette a sedici volontari rappresenta così non solo una crescita numerica, ma anche il segno di una cultura aziendale che evolve e riconosce il valore della responsabilità sociale vissuta in prima persona.
Perché quando un’azienda investe tempo nelle relazioni, il risultato non si misura soltanto in numeri, ma anche in sguardi, fiducia e senso di appartenenza. Una storia che, dopo quattro anni, continua a crescere insieme alla comunità.










