Hospice e cure palliative, anche Riva del Garda approva

Dopo Arco, anche Riva del Garda compie un passo formale verso il potenziamento dei servizi sociosanitari dedicati ad anziani e malati. Il Consiglio comunale ha infatti approvato a larga maggioranza la mozione che sollecita Provincia, Azienda sanitaria e Comunità di Valle ad avviare un confronto per rafforzare la rete delle cure palliative, delle cure intermedie e dei servizi territoriali.
Il documento, profondamente modificato rispetto alla versione iniziale, ha raccolto quattordici firme e il sostegno anche di parte dell’opposizione. Decisivo il contributo di Fratelli d’Italia e della consigliera del polo civico Maria Pia Molinari, che hanno presentato emendamenti poi recepiti dalla maggioranza.
Gli unici voti contrari sono arrivati dalle consigliere Silvia Betta (Patt) e Cristina Santi (Lega), che pur riconoscendo la centralità del tema hanno espresso perplessità sul metodo seguito.
Il nodo centrale: prima il personale
Al centro del dibattito consiliare è emersa con forza la questione della carenza di personale sanitario, considerata da più interventi il vero snodo critico per qualsiasi ampliamento dei servizi.
«Parlare di hospice non è semplice – ha sottolineato Cristina Santi in aula –. Servono strutture adeguate, spazi dedicati e personale altamente qualificato. Non si può ridurre il ragionamento a caratteri generali, soprattutto in un contesto dove la carenza di professionisti è già evidente».
Una posizione condivisa, pur con sfumature diverse, anche da Maria Pia Molinari, che ha richiamato l’attenzione sulla sostenibilità concreta delle richieste: «Incrementare i servizi di cure palliative richiede nuovo personale specializzato. Oggi in residenza è presente un’unica medica palliativista e il rischio è di mettere ulteriormente sotto pressione un sistema già fragile».
Proprio queste considerazioni hanno portato alla sospensione della seduta e alla rielaborazione del testo, poi sottoscritto e votato anche dai consiglieri di Fratelli d’Italia.
Divergenze di metodo, non di merito
Le motivazioni del voto contrario non hanno riguardato la sostanza della mozione, ma il percorso istituzionale. Secondo Santi e Betta, infatti, sarebbe già in corso un’interlocuzione tra Comunità di Valle e assessorato provinciale alla Salute.
«Esiste un confronto avviato da tempo con la Provincia – ha spiegato Santi – e riteniamo che questa via dovesse essere valorizzata maggiormente prima di arrivare a una mozione consiliare».
Nonostante ciò, il documento ha ottenuto un consenso ampio, trasformandosi di fatto in una mozione “allargata”.
I contenuti del documento approvato
Con il voto del Consiglio comunale, Riva del Garda chiede formalmente alla Provincia e all’Azienda sanitaria di rafforzare la rete dei servizi territoriali, partendo da un’analisi oggettiva dei bisogni.
Tra i punti qualificanti figurano:
– la richiesta entro 90 giorni di un quadro aggiornato del fabbisogno territoriale su demenze e Alzheimer, cure palliative, cure intermedie e disponibilità di posti in Rsa;
– la valutazione dell’istituzione di un Centro Diurno dedicato a persone affette da demenze e Alzheimer, con individuazione di sede e modello gestionale;
– la possibilità di attivare nuclei residenziali di cure palliative presso le Rsa territoriali idonee;
– l’attivazione di un percorso di cure intermedie per rafforzare il raccordo tra domicilio e ospedale;
– l’incremento strutturale dei posti in convenzione presso l’Apsp Città di Riva.
Il documento evidenzia inoltre la situazione attuale dei posti convenzionati, rilevando come su 100 posti disponibili ben 94 siano strutturalmente convenzionati e 6 temporaneamente, chiedendo di stabilizzare parte di questi ultimi.
Reclutamento del personale e coinvolgimento del territorio
Un passaggio centrale della mozione riguarda il rafforzamento delle politiche di reclutamento del personale sanitario. Il Consiglio comunale sollecita infatti la Provincia a promuovere misure capaci di aumentare l’attrattività delle professioni sanitarie, condizione ritenuta essenziale per qualsiasi sviluppo dei servizi.
Parallelamente viene richiesto il coinvolgimento delle Rsa, dei medici di famiglia, dei familiari, dei caregiver e delle realtà del Terzo settore, con l’obiettivo di intercettare bisogni emergenti e criticità di accesso ai servizi attraverso un approccio condiviso.
Il Consiglio comunale sarà aggiornato sugli esiti delle valutazioni e sulle azioni intraprese nei prossimi mesi.










