Giovedì 29 “Flash-mob” all’ospedale di Arco per difendere servizi e operatori

Un flash mob “a difesa della sanità pubblica e dei suoi operatori”. È l’iniziativa annunciata dal movimento Onda – Lavoro Ambiente Società, in programma giovedì 29 gennaio, dalle ore 14, davanti all’ospedale di Arco, che punta a riportare al centro del dibattito pubblico le criticità del presidio sanitario dell’Alto Garda e Ledro e, più in generale, della sanità trentina.
L’appuntamento nasce da un appello diffuso in questi giorni dai rappresentanti locali di Onda, da tempo impegnati sui temi della sanità territoriale: «Bisogna far sentire la nostra voce a sostegno della sanità pubblica e contro i problemi della gestione attuale», si legge nell’annuncio, accompagnato da un invito alla partecipazione rivolto a cittadini e operatori sanitari.
L’ospedale di Arco tra investimenti e difficoltà strutturali
Negli ultimi mesi l’ospedale di Arco è stato più volte al centro dell’attenzione della cronaca locale. Da un lato, sono stati avviati importanti interventi di riqualificazione edilizia e tecnologica, finanziati con fondi provinciali e PNRR: lavori di demolizione e ricostruzione di alcuni padiglioni, miglioramenti sismici e il rinnovo delle apparecchiature diagnostiche, tra cui l’entrata in funzione di una nuova TAC.
Dall’altro lato, però, permangono criticità segnalate da operatori, sindacati e associazioni. In particolare, negli ultimi mesi sono emerse problematiche legate alla carenza di personale, soprattutto nei reparti più esposti come il pronto soccorso, alla pressione sugli organici durante i picchi turistici e alle difficoltà organizzative che accompagnano una fase di profonda trasformazione strutturale dell’ospedale.
Non sono mancati episodi di tensione, con segnalazioni pubbliche sulle condizioni di lavoro e sulla gestione interna, che hanno alimentato un confronto acceso tra azienda sanitaria, rappresentanze dei lavoratori e realtà civiche del territorio.
La posizione di Onda: “No a un’azienda che intimidisce, sì a chi risolve i problemi”
Il messaggio lanciato da Onda è esplicito. Nella locandina dell’iniziativa si legge: «Le criticità dell’ospedale di Arco sono molte», seguite da una presa di posizione netta: “No a un’azienda sanitaria che intimidisce, sì a un’azienda che risolve i problemi”.
Secondo il movimento, il rischio è che gli investimenti infrastrutturali, pur necessari, non siano sufficienti se non accompagnati da scelte organizzative e politiche capaci di valorizzare il personale sanitario e garantire servizi adeguati alla popolazione. Da qui la scelta del flash mob come forma di mobilitazione simbolica, per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni provinciali.
Un presidio simbolico in un momento delicato
La manifestazione si inserisce in una fase particolarmente delicata per la sanità trentina, segnata dal confronto sul futuro degli ospedali di valle, sul ruolo dell’assistenza territoriale e sull’equilibrio tra centralizzazione dei servizi e prossimità alle comunità locali.
L’ospedale di Arco, punto di riferimento per un’area vasta e fortemente turistica, rappresenta in questo senso un caso emblematico: una struttura in rinnovamento, ma chiamata a rispondere quotidianamente a esigenze crescenti, sia in termini di emergenza-urgenza sia di assistenza ordinaria.
Il flash mob di giovedì non sarà una manifestazione tradizionale, ma un gesto collettivo pensato per “esserci” e ribadire che il tema della sanità pubblica resta centrale per il territorio. Un segnale che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole dare voce a cittadini e operatori, chiedendo risposte concrete e durature. (n.f.)










