Franco Rigatti, che venne salvato da “Noè” Parolari

“Salvato un bambino che stava annegando” è il titolo dell’articolo che apparve sul giornale “Alto Adige” nell’anno 1967. Quel bambino era Franco Rigatti (classe 1962), titolare del ristorante “Al Fiume” di Arco, che allora aveva 5 anni. Franco, a distanza di 59 anni dal fatto, oggi racconta la sua storia di “miracolato”, esprimendo un senso di gratitudine perenne per quanti allora intervennero salvandogli la vita.
Di recente si è ricordata la preziosa opera dei sommozzatori del corpo dei Vigili del Fuoco rivani, citando in particolare la benemerita opera di Gianfranco Parolari, assai conosciuto come “Noè”. Allora, tra altri compiti dei sub, tra i quali va ricordato Umberto Boschetti, c’era quello pietoso di recuperare i corpi degli annegati. Si ricorda a tal proposito che “Noè” Parolari effettuò circa 150 interventi di questo doloroso e drammatico tipo. Per buona sorte questa nostra storia, partita in maniera drammatica, ebbe una conclusione felice. Franco Rigatti venne infatti salvato in extremis grazie a Parolari e a un capitano del Genio pionieri. Oggi racconta la vicenda che ha segnato, grazie ai suoi “angeli custodi”, in senso positivo la sua vita e lo fa per un senso di riconoscenza che non ha mai abbandonato e per sottolineare come vadano ricordati con gratitudine uomini che, decenni fa, si sono prodigati per il bene di tutti.
Ma ecco, con la cronaca del giornale, che cosa successe 59 anni fa al porto “San Nicolò”: “La vita di un bambino è stata salvata dal coraggioso intervento di un ufficiale del Genio e di un sommozzatore. Il capitano Augusto Maglia del VII battaglione Genio pionieri di stanza nella nostra città, verso le ore 17 di domenica, si trovava nell’angolo nord occidentale del porto industriale in procinto di rientrare. Proprio nel momento in cui il capitano, che indossava la divisa di pescatore, fatti salire i ragazzini e la signora che erano con lui sulla macchina, stava per partire, veniva richiamato dalle grida di alcune persone che avevano visto scomparire nell’acqua un bimbo il quale, scivolato su un gradino di pietra bagnato della scala che dal piano del molo porta a livello dell’acqua, mentre stava giocando, era scomparso sott’acqua. L’ufficiale correva senza un attimo di esitazione completamente vestito e con un tuffo si gettava nel lago e dopo una febbrile ricerca riusciva a recuperare il bambino già apparentemente privo di vita e a riportarlo sul molo. Intanto accorreva gente e tra questa il sommozzatore Gianfranco Parolari che praticava al bambino – identificato per Franco Rigatti di 5 anni – la respirazione artificiale in seguito alla quale ben presto si riprendeva”.
Vittorio Colombo










