Finto Sms Nexi, torna la truffa del “pagamento sospetto”: la Polizia avverte, non richiamate quel numero

Redazione03/10/20264min
truffa nexi

Un Sms arriva sul telefono e sembra credibile: “Pagamento sospetto in corso dal suo conto corrente”. Poi compare una cifra importante e l’invito a chiamare immediatamente un numero per avere informazioni. È proprio sulla paura di perdere denaro e sulla fretta di reagire che fanno leva i truffatori. La Polizia di Stato torna quindi a mettere in guardia i cittadini: non richiamare, non fornire dati personali o bancari e verificare sempre attraverso i canali ufficiali.

 



 

L’allarme è stato rilanciato nelle ultime ore dalla pagina Agente Lisa, che ha pubblicato l’immagine di uno dei messaggi utilizzati nel tentativo di raggiro. Nel testo compare il nome “Nexi”, un presunto pagamento da 1.727,87 euro e un numero telefonico da contattare.
La comunicazione è costruita per sembrare plausibile e per creare immediatamente ansia. Il meccanismo è quello dello smishing, il phishing realizzato attraverso gli Sms: la vittima viene convinta a chiamare un recapito indicato nel messaggio oppure, in altre varianti, a cliccare su un collegamento e a inserire credenziali e dati riservati. Anche le guide dedicate alla sicurezza dei pagamenti descrivono questa tecnica come un raggiro che spinge ad agire in fretta facendo leva sulla paura di un blocco o di un’operazione non autorizzata.
La regola principale: non richiamare il numero dell’Sms
L’indicazione della Polizia è netta: non chiamare il numero riportato nel messaggio e non comunicare informazioni personali, codici di accesso o dati bancari.
Non bisogna lasciarsi condizionare dall’urgenza suggerita dal testo. Prima di fare qualsiasi cosa è meglio controllare autonomamente il proprio conto o la propria carta utilizzando l’app ufficiale, l’area personale oppure i recapiti reperiti direttamente sul sito dell’istituto.
Nexi stessa ricorda che, in presenza di Sms o telefonate sospette, è opportuno utilizzare esclusivamente i propri canali ufficiali.
Quando la truffa continua al telefono
Il rischio non finisce necessariamente con l’Sms. In alcuni casi documentati dalla Polizia di Stato, dopo il primo contatto la vittima viene raggiunta da falsi operatori bancari o addirittura da persone che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine.
È già accaduto che i truffatori utilizzassero lo spoofing, una tecnica che permette di far comparire sul display della vittima un numero diverso da quello realmente utilizzato. Per questo anche vedere apparire un recapito apparentemente autentico non è, da solo, una garanzia.
La Polizia ricorda un principio fondamentale: nessun agente chiederà mai di trasferire denaro su un conto “sicuro”, effettuare ricariche o comunicare credenziali dell’home banking.
Cosa fare se il messaggio arriva
La precauzione migliore resta semplice: fermarsi qualche secondo prima di reagire. Non rispondere, non utilizzare i recapiti contenuti nell’Sms e verificare direttamente con la banca o il gestore della carta. Se invece sono già stati comunicati dati o codici, è necessario contattare immediatamente il proprio istituto e bloccare la carta. Nexi indica, in caso di compromissione, la possibilità di sospenderla attraverso l’app o l’area personale e di rivolgersi al servizio ufficiale di assistenza.
Il consiglio della Polizia vale soprattutto perché queste truffe cambiano continuamente forma, ma conservano quasi sempre lo stesso ingrediente: creare paura e impedire alla vittima di avere il tempo di pensare. Ed è proprio quel tempo, anche solo qualche secondo in più prima di cliccare o telefonare, che può fare la differenza tra un messaggio cancellato e una truffa riuscita.
(n.f.)