Danza, comunità e emozioni: alla APSP “Riva del Garda” un tuffo nel cuore dell’Impero

Redazione08/02/20263min
Arco Asburgica ALLA APSP RIVA (1)

 

Un pomeriggio capace di unire generazioni, risvegliare ricordi e trasformare una struttura assistenziale in un luogo di festa e condivisione. Qualche giorno fa la hall della APSP Città di Riva ha cambiato volto, diventando un elegante salone ottocentesco grazie all’iniziativa che ha portato la magia della corte asburgica tra gli ospiti della RSA.
A rendere possibile questo viaggio nel tempo è stato il gruppo Arco Asburgica, che con passione e cura dei dettagli ha dato vita a uno spettacolo raffinato e coinvolgente. Abiti sontuosi, fruscii di seta, merletti e coreografie impeccabili hanno riportato in scena i fasti della Belle Époque dell’Impero austro-ungarico, un periodo storico profondamente legato all’identità culturale del territorio altogardesano.

 


 

Tra valzer e danze storiche, gli sguardi degli ospiti si sono illuminati. Ma il vero valore dell’iniziativa è emerso nel momento in cui lo spettacolo ha superato la distanza tra palco e platea. I ballerini hanno infatti invitato residenti e familiari a unirsi alle danze, trasformando l’esibizione in un’esperienza condivisa. Mani che si intrecciano, passi accennati, sorrisi sinceri: piccoli gesti che raccontano quanto la musica e il movimento possano diventare strumenti preziosi di benessere, relazione e inclusione.
Non si è trattato solo di intrattenimento, ma di un’occasione concreta per rafforzare il senso di comunità e contrastare l’isolamento, dimostrando come la cultura possa entrare con naturalezza nei percorsi di cura e assistenza. Un pomeriggio in cui il tempo sembrava rallentare, lasciando spazio alle emozioni e alla memoria.
Il gran finale ha visto tutti uniti sulle note travolgenti della celebre Marcia di Radetzky: applausi ritmati, risate e un’energia contagiosa hanno riempito la sala, chiudendo l’evento in un clima di autentico calore umano.
A rendere possibile questa iniziativa è stato anche il sostegno della famiglia Semeraro, proprietaria della Cascata Varone, che ha scelto di sponsorizzare l’evento. Un gesto che conferma il forte legame tra le realtà imprenditoriali del territorio e l’attenzione verso il benessere della comunità, soprattutto delle sue persone più fragili.
Un pomeriggio da favola che dimostra come la bellezza, quando è condivisa, possa diventare cura.