Dallo Stivo al Consiglio di Riva, la bandiera palestinese accende lo scontro politico

Redazione27/08/20264min
rifugio stivo


 

Dalla cima dello Stivo all’aula del Consiglio comunale di Riva. La bandiera palestinese scende idealmente dalla montagna e arriva sui banchi della politica, trascinandosi dietro una polemica che da giorni divide associazioni, amministratori e cittadini. Questa volta a esporre il vessillo è stato il consigliere di maggioranza Mirko Carotta, provocando la dura reazione di Elisabetta Aldrighetti e l’intervento del presidente del Consiglio Adalberto Mosaner.
Un nuovo capitolo della vicenda iniziata al Rifugio Prospero Marchetti, dove il gestore Alberto Bighellini ha mantenuto esposta la bandiera (per il secondo anno consecutivo, ndr) nonostante la richiesta di rimozione avanzata dalla SAT centrale. Una decisione che ha aperto un confronto tra chi considera quel vessillo un gesto di solidarietà verso la popolazione palestinese e chi richiama invece le regole e la neutralità dell’associazione.

 

 

Carotta espone la bandiera, Aldrighetti: «Rispettare le istituzioni»
Durante la seduta Carotta ha collocato sul proprio banco una piccola bandiera palestinese, spiegando di voler manifestare «solidarietà e vicinanza» alla popolazione palestinese e collegando esplicitamente il gesto alla mobilitazione nata attorno al Marchetti.
A intervenire è stata Aldrighetti, consigliera di Voce Comune per Riva: «Dopo la mia sollecitazione al rispetto di un luogo istituzionale, il presidente ha richiamato il regolamento e invitato il consigliere a rimuoverla».
Carotta ha replicato richiamandosi alla Costituzione e rivendicando la gestione del proprio spazio. Dopo l’invito di Mosaner ha tolto il vessillo dal supporto infilandolo nel taschino della giacca. Una soluzione che non ha convinto Aldrighetti. «A quel punto ho preteso che i lavori non proseguissero fino al rispetto delle regole di un Consiglio comunale», racconta. La bandierina è stata infine appoggiata sul banco. Per la consigliera l’episodio rappresenta «una sceneggiata imbarazzante, un pessimo spettacolo istituzionale: regole calpestate e richiami ignorati». E lega direttamente quanto accaduto a Riva alla controversia dello Stivo: «Dopo le polemiche sulla SAT, ancora una volta emerge lo stesso modo di ragionare di una certa sinistra: le regole valgono solo quando stanno bene a loro. Non funziona e non deve funzionare così, soprattutto dentro le istituzioni». Aldrighetti riferisce inoltre di un commento pronunciato a margine da Mosaner secondo cui, se si dovesse togliere la bandiera palestinese, allora dovrebbe essere rimosso anche il crocifisso presente nell’aula consiliare.
Il sindaco Alessio Zanoni, dal canto suo, ha ridimensionato la portata dell’episodio ricordando che il regolamento prevede un richiamo e citando precedenti verificatisi nell’aula consiliare.

Dallo Stivo a Riva, lo stesso confronto
Carotta ha spiegato di voler «continuare quanto fatto al rifugio Marchetti», dove attorno alla scelta di Bighellini si sono susseguite prese di posizione favorevoli e contrarie, coinvolgendo anche esponenti politici e soci SAT.
Sulla vicenda era intervenuto direttamente sulle pagine de La Busa anche l’ex ministro Carlo Giovanardi, schierandosi a favore della richiesta della SAT. Pur ritenendo legittime le critiche al governo israeliano, Giovanardi aveva contestato l’esposizione della sola bandiera palestinese su una struttura dell’associazione, richiamando anche il massacro del 7 ottobre 2023 e il pericolo dell’antisemitismo.
Dallo Stivo all’aula consiliare, dunque, cambia lo scenario ma resta la stessa domanda: dove termina la libera espressione personale e dove iniziano le regole di un luogo che rappresenta un’intera comunità? Una linea sottile sulla quale, anche a Riva, sono tornate a volare scintille.

(n.f.)