Dal Garda al Kazakistan, Aurora Floridia racconta un Paese sospeso tra futuro e democrazia

Un Paese sterminato nel cuore dell’Asia, ricco di materie prime, corteggiato dalle grandi potenze e sempre più importante anche per l’Italia. Ma anche una nazione che prova a raccontarsi come moderna e aperta mentre resta aperta una questione decisiva: quella del pluralismo politico. Aurora Floridia torna dal Kazakistan con un bagaglio fatto di incontri, osservazione del processo elettorale e interrogativi sul futuro di uno degli Stati più strategici dell’Asia centrale.
Floridia, nata a Verona nel 1967 e residente a Malcesine, è senatrice della Repubblica eletta in Veneto nel 2022. Già consigliera comunale di Malcesine e co-portavoce di Europa Verde nel Veronese al momento della candidatura, oggi appartiene al Gruppo per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase) ed è anche membro della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa.
Dal viaggio appena concluso porta anzitutto un’impressione umana molto forte: «Lascio in Kazakistan un pezzo di cuore. Per la sua gente, la sua cultura, la gentilezza che ho incontrato». E descrive città «pulsanti, moderne, vive», dentro un Paese che guarda decisamente al futuro.
Un gigante strategico anche per l’Italia
Dietro il fascino del viaggio c’è però la geopolitica. Il Kazakistan dispone di enormi risorse naturali – dall’uranio al petrolio, dal rame al ferro – e la sua posizione geografica lo colloca nel delicatissimo spazio tra Russia, Cina ed Europa.
Un ruolo tutt’altro che marginale per Roma. Proprio nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito l’importanza strategica delle relazioni bilaterali: il Kazakistan è, tra l’altro, il terzo fornitore di petrolio dell’Italia, con circa il 13% delle nostre importazioni di greggio.
Floridia sottolinea anche il valore dell’incontro avuto presso l’ambasciata italiana, definita «un importante avamposto del nostro Paese anche in Asia Centrale». Una presenza che sintetizza con tre parole: «L’Italia c’è».
Elezioni efficienti, ma il nodo è il pluralismo
È soprattutto l’osservazione del processo elettorale a lasciare alla senatrice elementi su cui riflettere. Floridia segnala procedure efficienti e organizzazione, oltre alle norme sulla rappresentanza di donne, giovani e persone con disabilità. Curiosa anche la casella “Contro tutti” presente sulla scheda elettorale. Una possibilità che Floridia accompagna con una battuta rivolta a casa nostra: «Chissà cosa succederebbe se una casella così esistesse anche in Italia. Forse, considerando lo scontento imperante nei confronti della politica, sarebbe il partito più votato».
Ma è proprio qui che il racconto cambia tono.
«Una democrazia non è solo efficienza delle procedure», osserva Floridia. Il punto critico, secondo la senatrice, rimane la carenza di un autentico pluralismo e di un reale confronto politico.
Una valutazione che trova riscontro anche nelle conclusioni preliminari dell’OSCE sulle elezioni parlamentari anticipate del 23 agosto: gli osservatori internazionali hanno riconosciuto una preparazione tecnica efficiente, evidenziando però una competizione politica limitata e una mancanza di autentico pluralismo.
Il “Nuovo Kazakistan”, dunque, appare ancora come un percorso più che un traguardo. Floridia auspica che apertura, crescita economica e ricchezza di risorse possano trasformarsi sempre più in opportunità e libertà per la popolazione.
Perché la modernità può correre veloce. La democrazia, invece, ha bisogno di tempo, pluralismo e partecipazione per mettere radici. (n.f.)













