Crisi della carta, nuova cassa integrazione ad Arconvert e Cartiere del Garda

Torna a crescere la preoccupazione per il futuro occupazionale del comparto cartario nell’Alto Garda. Due importanti realtà industriali del territorio, Arconvert di Arco e Cartiere del Garda di Riva, devono fare i conti con un persistente calo degli ordini e una conseguente riduzione dei volumi produttivi. Una situazione che ha portato le aziende a ricorrere nuovamente agli ammortizzatori sociali e che, secondo la UIL FPC, rischia di avere pesanti ripercussioni sui lavoratori e sull’intero indotto.
A lanciare l’allarme è la segreteria territoriale della UIL FPC del Trentino-Alto Adige dopo gli incontri sindacali dell’8 ottobre. La direzione di Arconvert ha comunicato un ulteriore prolungamento della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) nello stabilimento di Arco, estendendo il provvedimento anche a reparti che fino a questo momento ne erano rimasti esclusi. Contemporaneamente, Cartiere del Garda ha convocato le rappresentanze sindacali per avviare la procedura di cassa integrazione anche nel proprio stabilimento.
Agli incontri hanno partecipato i rappresentanti della UIL FPC, tra cui il componente di segreteria Daniele Zucchelli, insieme alle rappresentanze sindacali unitarie aziendali. A seguire direttamente la situazione anche Claudio Zucchellini, segretario generale aggiunto della UIL FPC del Trentino-Alto Adige, in costante contatto con la segreteria nazionale per monitorare l’evoluzione della crisi.
A preoccupare maggiormente il sindacato è la condizione dei lavoratori somministrati, ovvero coloro che operano negli stabilimenti attraverso agenzie per il lavoro e che, alla scadenza dei contratti, rischiano di non vedersi rinnovare l’incarico. Una categoria particolarmente vulnerabile, sulla quale potrebbero ricadere le conseguenze più immediate della contrazione produttiva.
«La convocazione da parte delle aziende conferma il trend di un calo strutturale del comparto che monitoriamo con forte preoccupazione a livello regionale e nazionale – afferma Zucchellini –. Non siamo di fronte a un caso isolato: la contrazione degli ordini sta colpendo duramente diverse realtà del settore cartaio e cartotecnico».
La crisi assume un significato particolare per l’Alto Garda, dove l’industria cartaria rappresenta storicamente una componente importante del tessuto economico e occupazionale. Le difficoltà dei principali stabilimenti potrebbero infatti ripercuotersi anche sulle imprese dell’indotto, ampliando le conseguenze economiche ben oltre i cancelli delle fabbriche.
«A pagare il prezzo più alto sono i lavoratori somministrati, la fascia più esposta e priva di tutele, per i quali come UIL FPC abbiamo promosso la campagna nazionale “Lavoratori Fantasma” contro il precariato instabile», sottolinea Zucchellini.
Il sindacalista richiama inoltre l’attenzione sulle difficoltà economiche delle famiglie, già alle prese con l’aumento del costo della vita. La riduzione delle retribuzioni conseguente al ricorso alla cassa integrazione rischia di aggravare ulteriormente bilanci familiari spesso già in sofferenza.
Un altro elemento di preoccupazione riguarda il futuro del settore e la sua capacità di attirare nuove generazioni di lavoratori. Secondo la UIL FPC, il ricorso ripetuto agli ammortizzatori sociali potrebbe rendere l’industria cartaria sempre meno attrattiva per i giovani, compromettendo nel tempo anche il ricambio generazionale e la disponibilità di professionalità qualificate.
Da qui l’appello alle istituzioni affinché intervengano con misure concrete a sostegno del comparto produttivo e dell’occupazione.










