Comunità Alto Garda e Ledro, approvati i piani stralcio delle aree produttive e della mobilità
La Giunta provinciale ha approvato i Piani stralcio del piano territoriale relativi alle aree produttive del settore secondario e alla mobilità della Comunità Alto Garda e Ledro. Il via libera alla riorganizzazione delle aree produttive arriva dopo l’integrazione e modifica delle scelte condotte nel piano e in particolare con la conferma – chiesta anche dalla Commissione urbanistica provinciale – del mantenimento delle aree produttive provinciali e di ampie dimensioni. I piani delle aree produttive e della mobilità si configurano come parte significativa dello strumento pianificatorio della comunità, funzionale a definire obiettivi strategici anche nel settore economico e dell’attrattività del territorio, soprattutto ora che è concreto il collegamento veloce tra il Garda e passo San Giovanni.
Piano stralcio della mobilità.
Il Piano stralcio della Comunità Alto Garda e Ledro, approvato oggi dalla giunta provinciale è destinato a cambiare profondamente la viabilità dell’area turistica ed industriale. La delibera dà il via libera alla riorganizzazione e razionalizzazione dei flussi del traffico veicolare nell’Alto Garda, al completamento delle reti ciclopedonali di fondovalle, delle connessioni tra la rete di fondovalle e le valli limitrofe (Valle dei Laghi, Vallagarina, Ledro e Tennese) e la realizzazione della ciclopista del Garda lungo le tre direttrici: Riva del Garda-Limone, Riva del Garda-Torbole e Torbole – Navene di Malcesine. Non solo. Nel Piano è previsto il nuovo collegamento ferroviario tra l’asse Verona-Brennero e la zona produttiva di Arco, con il terminal passeggeri al Porto San Nicolò sul Lago di Garda, il potenziamento della navigazione sui laghi attraverso l’individuazione di nuovi scali e tratte navigabili, oltre alla riorganizzazione del trasporto pubblico locale. Infine, ma non certo per importanza, rientra anche l’ampliamento della città pedonale, intesa come intervento di riqualificazione urbana e sociale, con il collegamento tra Nago e Torbole, e lo “Skyway People Mover”, tra l’hub ferroviario di Riva del Garda e la fascia lago.
In questi anni, la Comunità ha avuto modo di illustrare le ragioni che rendevano necessaria una revisione della struttura viabilistica dell’Alto Garda. In quel contesto, si inserisce anche la proposta di collegamento ferroviario, la cui previsione è considerata “dirimente” per lo sviluppo socio-economico dell’Alto Garda, chiarendo che “l’Hub al Cretaccio non può essere considerato indipendente dalla previsione di rete complessiva per la mobilità, punto di riferimento per passeggeri e le merci che transiteranno nel territorio, vista la funzionalità del polo intermodale alla zona produttiva di San Giorgio, nonché, il fatto che il collegamento viabilistico Loppio-Cretaccio sposterà il flusso del traffico attualmente gravante sull’Alto Garda”.
Osservazioni erano arrivate anche dal Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali della Provincia autonoma di Trento circa possibili ricadute ambientali. In particolare, l’attenzione si era spostata sul nuovo collegamento ferroviario: “Se risulta o meno contemplato anche come trasporto merci, in quanto determinerebbe delle inevitabili ricadute sulle caratteristiche del Hub previsto in zona Cretaccio”. Infine, il rappresentante del Servizio aveva evidenziato che “c’è un incremento della previsione del trasporto su acqua che interessano il lago di Garda e il lago di Ledro, con relativa apertura di nuovi porti e linee per traghetti. Tale previsione del piano per la mobilità, può avere degli effetti tali da richiedere forme di coordinamento provinciale o extraprovinciale e l’esame degli effetti sulla qualità delle acque dei laghi che andrebbero quantomeno analizzati e precisati in sede di VAS”.
Nel parere del 2019 la Commissione urbanistica provinciale, in considerazione delle problematiche connesse alle singole proposte di intervento di riorganizzazione del sistema della mobilità del territorio dell’Alto Garda e Ledro, aveva espresso una valutazione con la quale riconosceva e condivideva la ricerca di una visione orientata ad un nuovo sistema di mobilità del territorio. Al contempo la Cup evidenziava la necessità che “gli interventi proposti si traducano in previsioni in grado differenziare la parte strategica da quella conformativa e garantire la coerenza del piano stralcio della mobilità con il quadro delineato dal Piano urbanistico provinciale”.
Inoltre, la Cup avanzava ulteriori valutazioni ai fini della verifica preventiva del rischio idrogeologico, del collegamento con il polo fieristico e del consumo di territorio agricolo determinato dalle nuove previsioni pianificatorie proposte, di carattere sia generale sia puntuale.
Nel dicembre 2019, il Consiglio della Comunità Alto Garda e Ledro ha provveduto alla definitiva adozione del piano stralcio della mobilità ridefinendo i suoi contenuti sulla base delle osservazioni espresse dalla Cup e dai Servizi provinciali.
Dal febbraio 2020, i servizi provinciali e la Cup hanno avanzato ulteriori osservazioni che sono state recepite dalla Comunità che a sua volta ha inviato, lo scorso 8 luglio, gli elaborati del piano stralcio modificati in recepimento secondo le osservazioni espresse dalla Provincia automa di Trento.
Da qui la decisione della giunta provinciale di approvare il piano stralcio della mobilità dell’alto Garda e Ledro, con la delibera a firma dell’assessore provinciale all’urbanistica Mario Tonina.