Ciclovia, la giunta Fugatti tira dritto: “L’opera va completata fino al confine provinciale”

Non si ferma il progetto della Ciclovia del Lago di Garda nel tratto trentino tra Riva del Garda e Limone sul Garda. Nonostante le proteste dei comitati ambientalisti, le prese di posizione di alcuni amministratori locali e le recenti uscite pubbliche organizzate per mostrare le “brutture” paesaggistiche dei cantieri, la Provincia autonoma di Trento conferma la volontà di portare avanti l’opera.
A ribadirlo in aula è stato direttamente il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, rispondendo all’interrogazione della consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Lucia Coppola che chiedeva di sospendere i lavori e di “fermare lo scempio in atto prima che sia troppo tardi”.
Fugatti ha escluso qualsiasi passo indietro, definendo la ciclovia “un’opera strategica e di interesse nazionale”, inserita stabilmente nel piano delle piste ciclopedonali. “Fin dal 2016 la Provincia lavora per realizzarla”, ha ricordato il governatore, correggendo anche le cifre circolate sul costo dell’intervento: “L’importo effettivo non è di 95,4 milioni ma di 84,3 milioni, comprendendo anche opere di messa in sicurezza della Gardesana occidentale”.
Il presidente ha inoltre respinto l’ipotesi avanzata da ambientalisti e comitati di sostituire alcuni tratti particolarmente delicati con collegamenti via lago attraverso battelli dedicati al trasporto di biciclette. “Ricorrere all’alternativa della navigazione non è ragionevole – ha dichiarato – perché la completa ciclabilità rappresenta l’obiettivo strategico ed efficace sia per la mobilità sostenibile sia per la fruibilità sportiva”.
Parole che però si scontrano con quanto deciso proprio dalla Regione Lombardia. Per il terzo lotto della ciclovia, nel tratto tra Gardone Riviera e Limone sul Garda, la Regione ha infatti scelto una soluzione alternativa basata sul collegamento via acqua. Una decisione che l’assessora lombarda Claudia Terzi, esponente della stessa Lega di Fugatti, ha definito “improntata al buonsenso” e maturata “in accordo con tutti i soggetti coinvolti”.
Secondo Terzi, i tavoli di confronto con enti locali e territori hanno portato a una soluzione condivisa capace di “tutelare il territorio, i ciclisti e i pedoni”. Una linea che appare distante da quella scelta dalla Provincia di Trento, dove la giunta continua invece a puntare sul completamento integrale del percorso ciclopedonale fino al confine provinciale, nonostante un dibattito pubblico che resta sempre più acceso.










