Arco: una targa sulla roccia in ricordo di Marino Feltrinelli

Redazione13/03/20264min
marino feltrinelli arco TABELLA


 

A tre anni dalla scomparsa del poeta e scrittore arcense Marino Feltrinelli gli amici e gli estimatori desiderano ricordarlo con un momento di commemorazione nel luogo che più rappresenta il suo legame con la natura e con la Valle del Sarca.
La cerimonia si terrà lunedì 16 marzo 2026 alle ore 11.00 in località Pratosaiano di Arco, all’interno dell’Agricampeggio Agrisalus. In questa occasione verrà scoperta una targa commemorativa collocata accanto alla poesia “Valsarca”, scolpita nella roccia dallo stesso Feltrinelli insieme all’amico Carlo Tamburini nel 1972.
La targa riporta una fotografia dell’autore, le date di nascita e di morte e l’anno di realizzazione della poesia incisa nella roccia.
Quando la poesia fu scolpita, il luogo era circondato solo dalla campagna. Oggi, grazie alla presenza del nuovo agricampeggio, questo angolo della Valle del Sarca potrà offrire maggiore visibilità a uno dei segni più suggestivi lasciati dal poeta sul territorio.
L’iniziativa vuole essere un momento semplice e partecipato per ricordare un uomo che ha amato profondamente la sua terra e la sua natura, lasciando nei suoi versi pensieri e immagini della Valle del Sarca.
In caso di maltempo, la cerimonia sarà rinviata a lunedì 23 marzo 2026, sempre alle ore 11.00.

 

 

Chi è
Marino Feltrinelli è stato un poeta e scrittore molto conosciuto nell’area dell’Alto Garda. È scomparso all’età di 77 anni, lasciando la moglie Maura, le figlie Laura, Elena e Angela e sei nipoti.
Dopo aver iniziato la sua attività lavorativa alla ditta Bianchi di Riva del Garda, trovò impiego presso l’Ospedale civile di Arco dove lavorò per molti anni all’ufficio economato dell’Azienda Sanitaria.
Parallelamente al lavoro coltivò una profonda passione per la scrittura e la poesia. Nel corso della sua vita pubblicò diverse opere apprezzate dalla critica e dai lettori: “Cimitero delle nuvole” (1971), “Io uomo oggi” (1972), “Perché le rondini fanno la corte ai campanili” (1986) e “Bellezza nuova” (2015), quest’ultima dedicata ai luoghi della Busa e della Valle del Sarca che tanto amava.
Feltrinelli era anche un grande amante della natura. Dopo il pensionamento si dedicò con passione alla cura del suo podere a Bolognano, coltivando piante e dedicandosi con particolare attenzione all’arte del bonsai. La sua sensibilità verso il paesaggio della Valle del Sarca si rifletteva spesso nei suoi scritti.
Persona cordiale e molto conosciuta ad Arco, amava muoversi in bicicletta per le strade della città e trascorrere il tempo con amici e familiari. Da giovane aveva anche suonato la fisarmonica insieme allo zio per intrattenere i turisti e in seguito scrisse alcune canzoni per gli amici musicisti.