Arco, tornano i furti nelle abitazioni: il Comune invita alla massima attenzione

Redazione03/11/20266min
olycom - acquarone - Burglar breaks into an apartment. Symbol image.

Nuovi episodi di furto nelle case di Arco riaccendono l’attenzione sulla sicurezza, proprio nel periodo autunnale che già lo scorso anno aveva registrato analoghe preoccupazioni. L’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Arianna Fiorio ha diffuso un vademecum con le raccomandazioni delle forze dell’ordine. Intanto, sul fronte della prevenzione, prosegue l’iter per il sistema di lettura delle targhe nell’Alto Garda, con i recenti via libera dei Comuni di Dro e Drena.

 



 

Con le giornate che si accorciano e il buio che arriva sempre prima, torna un problema che preoccupa le famiglie dell’Alto Garda: i furti nelle abitazioni. Alcuni episodi segnalati recentemente sul territorio di Arco hanno spinto l’amministrazione comunale a richiamare i cittadini alla prudenza, diffondendo una serie di indicazioni pratiche elaborate sulla base dell’esperienza delle forze dell’ordine.
Un appello che arriva in un periodo particolarmente delicato. Anche lo scorso autunno, infatti, si era registrata una recrudescenza di episodi analoghi, soprattutto nelle zone residenziali e nelle frazioni. L’obiettivo non è alimentare allarmismi, ma rafforzare la prevenzione attraverso comportamenti consapevoli e una maggiore collaborazione tra vicini di casa.
Le abitazioni più esposte e gli orari a rischio
Secondo quanto illustrato dalle forze dell’ordine durante precedenti incontri pubblici, i ladri tendono a privilegiare le abitazioni situate nelle aree periferiche, nei piccoli nuclei residenziali e nelle frazioni, soprattutto quando si trovano vicino a campagne, boschi o altre possibili vie di fuga.
Particolarmente esposti risultano i piani terra e i primi piani, specialmente nelle case con infissi datati, serrature facilmente manomissibili e sistemi di protezione insufficienti.
La fascia oraria più delicata va da metà pomeriggio all’ora di cena, quando è maggiore la probabilità di trovare le abitazioni temporaneamente vuote.
Gli autori dei furti possono agire in gruppi di tre o quattro persone, con un complice che attende nelle vicinanze a bordo di un’automobile. Spesso, inoltre, effettuano sopralluoghi nei giorni precedenti, osservando le abitudini dei residenti e individuando gli accessi meno protetti.
Da qui il messaggio rilanciato dal Comune: «La tua casa è la mia casa». Un invito a prestare attenzione non soltanto alla propria abitazione, ma anche a quanto accade nel vicinato.
Il vademecum: pochi accorgimenti possono fare la differenza
Le raccomandazioni sono numerose, ma alcune assumono particolare importanza nella vita quotidiana.
• Chiudere sempre porte e finestre, anche quando ci si assenta per pochi minuti. La porta blindata deve essere chiusa girando effettivamente la chiave.
• Installare sistemi di sicurezza, privilegiando serrature moderne, infissi resistenti, allarmi, telecamere e illuminazione esterna con sensori di movimento.
• Non lasciare segnali evidenti della propria assenza, come posta accumulata, luci costantemente spente o messaggi sulla porta.
• Evitare di pubblicare sui social informazioni sugli spostamenti, soprattutto fotografie delle vacanze condivise in tempo reale.
• Non conservare denaro e preziosi in luoghi facilmente accessibili. Fotografare e catalogare gli oggetti di valore può agevolare le indagini in caso di furto.
• Prestare attenzione agli sconosciuti che si presentano come tecnici, venditori o incaricati di servizi, verificandone sempre l’identità.
• Mantenere rapporti di fiducia con i vicini, scambiandosi i numeri telefonici e segnalando tempestivamente situazioni anomale.
Un semplice impianto di illuminazione con sensore di movimento, una tapparella abbassata o una luce accesa possono contribuire a scoraggiare un tentativo di intrusione.
Particolare attenzione va riservata anche alle chiavi: mai nasconderle sotto zerbini, vasi o altri oggetti vicino all’ingresso.
Cosa fare se si sospetta un furto
Le indicazioni delle forze dell’ordine sono categoriche: non affrontare mai direttamente un ladro.
Se tornando a casa si nota una porta socchiusa, una serratura forzata o altri segni di effrazione, occorre evitare di entrare e chiamare immediatamente il Numero unico di emergenza 112.
Se invece ci si accorge dell’intrusione una volta entrati, è importante non toccare nulla, per non compromettere eventuali tracce utili alle indagini.
Nel caso in cui si sorprenda un malvivente all’interno dell’abitazione, la priorità deve essere sempre l’incolumità propria e dei familiari. Un confronto fisico potrebbe provocare reazioni imprevedibili e violente.
Anche le segnalazioni di persone o movimenti sospetti possono rivelarsi preziose. Non bisogna improvvisarsi investigatori, ma affidare ogni verifica alle forze dell’ordine.
Lettura targhe, nuovi passi avanti nell’Alto Garda
Il ritorno dell’attenzione sui furti riporta d’attualità anche il progetto sovracomunale di controllo dei veicoli attraverso telecamere con lettura automatica delle targhe.
Un’iniziativa avviata nel 2017 dalla Comunità Alto Garda e Ledro, con l’obiettivo di monitorare alcuni accessi strategici al territorio e fornire uno strumento di supporto alle attività investigative.
Dopo anni di rallentamenti, il progetto ha registrato nuovi passaggi istituzionali: Arco ha approvato l’accordo il 7 settembre 2026, Drena il 22 ottobre e Dro il 26 ottobre. Il sistema complessivo, tuttavia, non risulta ancora operativo.
Uno strumento che potrà contribuire al controllo dei transiti, senza sostituire la prevenzione e la vigilanza sul territorio.
Nel frattempo, il messaggio del Comune di Arco rimane semplice e concreto: la sicurezza comincia anche dalle piccole precauzioni quotidiane e dalla capacità di una comunità di prestare attenzione a ciò che accade intorno a sé.
Perché una casa più protetta è importante. Ma un vicinato attento e solidale può fare davvero la differenza. (n.f.)