Arco, rifiuti e differenziata: “Meglio i sacchetti di cotone”

Redazione06/01/20264min
parisi31.12.25


 

La corretta raccolta differenziata resta al centro dell’attenzione ad Arco dopo una serie di interventi informativi che hanno puntato a fare chiarezza su uno dei temi più dibattuti: la gestione della frazione organica e dei materiali compostabili. Il primo passaggio risale al 29 dicembre, quando l’ufficio comunicazione del Comune di Arco ha rilanciato un post informativo sul Mater-Bi, spiegando che in Trentino piatti, bicchieri e sacchetti compostabili non vanno conferiti nell’umido, ma nel secco residuo.

Un gesto semplice nella quotidianità
Da qui la proposta concreta: «Un’alternativa pratica è l’utilizzo di sacchetti riutilizzabili in cotone». L’assessora ne elenca i vantaggi in modo diretto: «sono ammessi per legge in tutti i supermercati, permettono di vedere il contenuto, evitano il costo del sacchetto monouso e sono facilmente reperibili».
«È un gesto semplice, ma concreto», conclude Parisi, «per ridurre gli imballaggi e migliorare la qualità della raccolta». Un messaggio che accompagna l’augurio di fine anno e rilancia un’idea chiave: «piccoli cambiamenti quotidiani, sommati, fanno una grande differenza».

 

 

Il chiarimento tecnico sul Mater-Bi
Nel post viene riportata anche la spiegazione dell’assessora all’ambiente Chiara Parisi, che chiarisce uno degli equivoci più diffusi: «Capita spesso di pensarlo: se è compostabile può andare nell’umido. In realtà non è sempre vero». Il motivo, sottolinea Parisi, «è tecnico, non ideologico». In Trentino, infatti, l’umido domestico viene trattato in impianti progettati per scarti alimentari veri, che passano prima dalla digestione anaerobica per la produzione di biogas. I manufatti in Mater-Bi, pur compostabili secondo norma, «richiedono temperature elevate, tempi lunghi e fasi specifiche di compostaggio» che non sono compatibili con il sistema di trattamento locale.
Il risultato, viene spiegato, è un peggioramento dell’efficienza degli impianti: minore produzione di biogas, aumento degli scarti, qualità inferiore del compost e costi più elevati. «Per questo la regola è semplice», sintetizza l’assessora: «nell’umido metti solo scarti di cucina, niente oggetti, nemmeno se “bio”, “green” o “compostabili”».

Il post del 31 dicembre: dal chiarimento al quadro generale
Il 31 dicembre, a distanza di due giorni, Parisi è tornata sull’argomento con un proprio intervento pubblico, spiegando che il chiarimento sul Mater-Bi ha acceso «un confronto molto ampio». Un confronto che, secondo l’assessora, mette in luce un problema più generale.
«È un segnale importante», scrive, «perché i dati mostrano che la qualità della raccolta differenziata sta peggiorando». Un dato che ha conseguenze dirette: «Questo incide sulla tariffa rifiuti».

Responsabilità individuale e riduzione a monte
«La gestione dei rifiuti è uno degli ambiti in cui la responsabilità individuale pesa di più», afferma, precisando che non si tratta solo di conferire correttamente, ma soprattutto di ridurre i rifiuti a monte, in particolare gli imballaggi, già al momento dell’acquisto.
Tra gli esempi pratici citati, Parisi richiama ancora una volta l’attenzione sulla frazione organica: «Nel nostro sistema di trattamento dell’umido i sacchetti utilizzati per frutta e verdura vengono trasformati in compost con fatica».

(n.f.)