Arco, lavori agli argini della Sarca: la Giunta spiega i cambiamenti del progetto

Un progetto nato prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione, pensato per ridurre il rischio di esondazione e già definito sul piano tecnico e ambientale. Ma anche un intervento che la Giunta Fiorio spiega di aver corretto in diversi punti per limitarne l’impatto sul paesaggio e sull’ecosistema della Sarca. Dopo l’attacco di Fucina Comune sui lavori lungo il fiume, arrivano le precisazioni del vicesindaco Marco Piantoni e dell’assessora all’Ambiente Chiara Parisi: “Non ci interessa una gara su chi sia più ambientalista. I cittadini meritano fatti, responsabilità e scelte concrete”.
La replica arriva dopo l’intervento con cui Fucina Comune aveva ricordato le proteste del 2020, chiedendo se “i principi ambientali dipendano da chi governa” e sottolineando la differenza, a suo giudizio, tra il clima di allora e quello attuale. Il movimento aveva però precisato di non essere contrario alla messa in sicurezza del fiume. Piantoni e Parisi riportano ora il confronto sul progetto. “Gli interventi sono progettati e realizzati dal Servizio Bacini Montani della Provincia e rispondono a una finalità precisa: mitigare il rischio di esondazione in un tratto della Sarca che ha mostrato criticità durante le piene”.
Il progetto comprende innalzamento degli argini, ampliamento dell’alveo e riconfigurazione della passerella dell’ex oratorio.
Secondo la Giunta Fiorio, l’impostazione risale al 2020, in un contesto emergenziale successivo a un evento alluvionale, e le valutazioni tecniche e ambientali erano già definite quando l’attuale amministrazione si è insediata. “Le soluzioni che avremmo preferito – spiegano Piantoni e Parisi – erano orientate a un minore impatto, con maggiore allargamento dell’alveo e rinaturalizzazione del corso d’acqua. Non potendo cambiare l’impostazione generale, abbiamo aperto un confronto con i Bacini Montani”.
Da quel confronto sarebbero nate diverse modifiche: verifica delle quote dei muri arginali, miglioramento degli accessi al fiume, uniformazione delle pavimentazioni delle passerelle e utilizzo di paratie mobili per i varchi al posto dei sacchetti di iuta.
Via il muro alto oltre cinque metri
La modifica più rilevante riguarda però la cosiddetta “Opera Tipo 5”: un muro in cemento armato faccia a vista, alto oltre cinque metri e lungo circa cento, previsto davanti al centro storico. “La nostra amministrazione lo ha giudicato particolarmente impattante e poco integrato nel contesto storico e ambientale”, spiegano Piantoni e Parisi.
Su richiesta del Comune, ribadisconoi due amministratori arcensi, la soluzione è stata eliminata e sostituita dai Bacini Montani con alternative considerate più coerenti con le opere esistenti e meno invasive dal punto di vista visivo.
La Giunta Fiorio respinge infine l’accusa di incoerenza e rilancia: “Sicurezza idraulica e tutela ambientale non sono obiettivi contrapposti”.
L’impegno, aggiungono, sarà seguire il cantiere, limitare per quanto possibile gli effetti sull’habitat e valutare interventi di ripristino ambientale.
Perché, al di là della polemica politica, il punto resta la Sarca: proteggerne il territorio dalle piene senza perdere di vista il valore ambientale di un fiume che attraversa e identifica Arco. (n.f.)










