Arco, la libreria Cazzaniga al posto di Zamboni in piazza Tre Novembre

Il negozio è vuoto. Completamente vuoto. Dove per decenni si sono intrecciate vite, abiti, storie di famiglia, oggi resta solo il silenzio. È quello dello storico Zamboni abbigliamento, al piano terra di Palazzo Marcabruni Giuliani, in piazza Tre Novembre, ad Arco. Un vuoto che pesa, in una città che negli ultimi anni ha visto il proprio centro storico trasformarsi, lentamente ma inesorabilmente, in una vetrina quasi monocromatica, dominata da outdoor, arrampicata e turismo sportivo.
Eppure, proprio da quel vuoto, sta per nascere qualcosa di diverso.
“Nessuno lo sa, ma tutti lo sanno”. È da questo paradosso che prende forma una novità destinata a lasciare il segno nel tessuto economico e culturale di Arco.
Seduti uno accanto all’altra, su un divanetto, ci sono Laura Zamboni, quarta generazione di una famiglia storica di commercianti arcensi, e Giovanni “Johnny” Cazzaniga, volto noto della libreria indipendente che da oltre sessant’anni è un punto di riferimento cittadino.
Sorridono. Dopo settimane di silenzi forzati, la notizia può finalmente essere detta.
Sì, è tutto vero.
La libreria Cazzaniga si trasferirà proprio lì, nel cuore del “salotto buono” della città delle Palme. Gaudeamus.
Una nuova vita per uno spazio simbolo
“Non abbiamo ancora una data precisa del trasferimento della mia libreria nel negozio di Laura – racconta Johnny – ma io spero di aprire il nuovo negozio per giugno. La burocrazia, i pareri della Soprintendenza, insomma, tante carte, ma io sono fiducioso”.
Palazzo Marcabruni Giuliani è un edificio storico, e ogni intervento deve passare al vaglio della Soprintendenza.
“Manca solo l’ok – conferma Laura – ma siamo fiduciosi”.
Gli spazi sono importanti: circa 200 metri quadrati. Niente stravolgimenti, ma “tante piccole cose, più funzionali e moderne”, spiega Cazzaniga. Un lavoro di fino, rispettoso del luogo ma capace di proiettarlo nel presente.
Una sfida che guarda al futuro
Per Johnny non è certo la prima volta.
“La libreria Cazzaniga in 62 anni di vita ha già fatto quattro traslochi”, racconta. Fondata dal padre Vincenzo nel 1964, ha cambiato più volte casa, avvicinandosi sempre di più alla piazza.
“Nel corso dei vari traslochi devo dire che c’è stato un avvicinamento alla piazza di Arco”, dice sorridendo.
E oggi, quel percorso trova compimento.
“L’ho sempre detto che quello di Laura era il negozio più bello di Arco”.
Ma questa non è solo una storia di metri quadrati. È una visione.
“La mia intenzione è quella di replicare la situazione attuale, con spazi dedicati alle presentazioni dei libri, alle serate tematiche… ci sono tante idee in ballo”.
E poi molto di più: arte, territorio, contaminazioni.
“Mi piacerebbe valorizzare Giovanni Segantini… magari esponendo delle riproduzioni…
Una parte sarà dedicata ai libri sull’arrampicata, una parte per la cosmesi con prodotti locali, una dedicata ai vini… abbiamo collaborazioni con realtà sociali… l’offerta sarà molto ampia, perché ormai di solo libri non vivi”.
Una frase che fotografa un cambiamento profondo.
“Le librerie stanno cambiando pelle… per avvicinare giovani e nuovi adepti”.
Una scelta controcorrente
Nel centro storico di Arco, negli ultimi anni, la trasformazione è stata evidente.
Negozi storici che chiudono, attività tradizionali che scompaiono, sostituite da un’offerta sempre più orientata all’outdoor e all’arrampicata.
Una specializzazione che ha portato indotto, certo, ma anche un rischio: quello dell’omologazione.
La scelta di Laura Zamboni va in direzione opposta.
“La proposta di Johnny è stata quella più interessante che ho ricevuto – spiega – mi è sembrata più bella per la città di Arco. Sarà un valore aggiunto… non è stata una scelta economica, ma una volontà di dare qualcosa di diverso alla città, che non i soliti negozi dedicati all’outdoor”.
Parole nette. E, per molti, necessarie.
Una storia di legami
Dietro questa operazione, però, non c’è solo una visione commerciale.
C’è una storia.
“Ho fatto anche una scelta di cuore – racconta Laura – il mio papà e quello di Johnny erano molto amici… io credo che papà Enrico avrebbe voluto che accadesse una cosa così”.
“È vero – aggiunge Giovanni – è andato tutto liscio… mi sono detto: qualcuno, da lassù, ha guardato giù”.
“E ha collegato tutti i puntini”, sorride Laura.
Due famiglie, due storie intrecciate da decenni.
“Organizzavano gite in montagna, cene di classe… Vincenzo preparava le presentazioni, Enrico faceva le riprese… molto amici”.
Un passaggio di testimone, quasi naturale.
Energia, entusiasmo, futuro
C’è anche un altro elemento che colpisce.
“Mi ha sorpreso molto la voglia di andare avanti di Giovanni”, confessa Laura.
“Il 4 aprile saranno 60…” scherza lui.
Eppure l’entusiasmo è quello di un esordiente.
“Mi piace, mi diverto, non faccio fatica… la mattina sono contento di andare al lavoro… mi tengo sempre allenato a cercare nuove proposte”.
Non è nostalgia, dunque. È movimento.
Nel frattempo, Laura ha cambiato vita: oggi è maestra alla scuola dell’infanzia. “Un altro vivere”, lo definisce.
Ma quel negozio, quel luogo, non poteva restare vuoto.
Una scintilla per il centro storico
La nuova libreria Cazzaniga non sarà solo un trasferimento. Sarà uno spazio ibrido, culturale, sociale, commerciale. Un presidio. In un centro storico che rischia di perdere identità, questa operazione rappresenta qualcosa di più: un segnale. Che si può ancora scegliere. Che si può ancora diversificare. Che si può ancora investire in cultura, relazione, comunità.
E poi c’è una promessa, appena sussurrata. “Con la nuova location ci sarà anche una sorpresa… ma non posso spoilerare”, dice Johnny. “Sarà una frizzante novità”, aggiunge Laura.
Arco, intanto, osserva. Forse qualcuno lo dice. Forse no. Ma, in fondo, tutti lo sanno: qualcosa sta cambiando.
Nicola Filippi













