Anche nell’alto Garda i cartelli a difesa dei ciclisti: il primo sulla strada per il monte Velo

Gianluca Ricci11/04/20212min908
CARTELLO ATTENZIONE CICLISTI ARCO


Sono finalmente arrivati anche nell’alto Garda: si tratta dei nuovi cartelli segnaletici, già collocati su altre strade della nostra provincia, che mettono in guardia gli automobilisti dalla presenza di ciclisti lungo la strada. Il primo ha fatto la sua comparsa sulla salita, assai frequentata dagli appassionati delle due ruote, che porta sul monte Velo: una semplice avvertenza, in realtà, che comunque potrebbe garantire una maggiore sicurezza a chi affronta quei duri tornanti confidando solo sulla forza dei suoi muscoli. Un cartello rettangolare su sfondo bianco con un’enorme scritta nera: attenzione. E sotto, in un riquadro giallo, la richiesta di rispettare i ciclisti rallentando e mantenendo le distanze. Un intervento da tempo atteso dall’amministrazione comunale, che ora è intenzionata a implementarne il numero per sensibilizzare i guidatori di automobile a tenere conto della possibile presenza di cicloamatori lungo il tragitto: una necessità diventata inderogabile anche a causa del comportamento che alcuni ciclisti mantengono in particolare in discesa, quando la strada si trasforma spesso in un circuito in cui battere il tempo fatto registrare durante la gita della settimana precedente sembra un obiettivo irrinunciabile. All’ordine del giorno anche le discussioni fra due e quattro ruote, che terminano di solito in reciproche accuse di scorrettezza e comportamento non adeguato al contesto. I cartelli non saranno ovviamente sufficienti per evitare i battibecchi, ma potranno comunque indirizzare le reazioni di tutti nel modo giusto. Altre strade in predicato di essere interessate dall’installazione dei cartelli sono quella che sale a San Giovanni al Monte e quella che sale in Braila, dove capita di frequente di incontrare ciclisti a caccia del record personale. Si tratta comunque di un segnale ulteriore della volontà dell’amministrazione di privilegiare quanto più possibile la mobilità alternativa e, nell’eterno duello fra cicloamatori e automobilisti, provare a individuare regole di ingaggio rispettose e, tutto sommato, giudiziose: alla fine si tratta pur sempre di evitare che qualcuno possa farsi del male.

La Busa

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