«Alle premiazioni no, alla manifestazione sì?»: Fucina Comune attacca la giunta Fiorio

Redazione27/07/20264min
MONDIALI ARRAMPICATA GIOVANILI Gli azzurri del Boulder a w



 

Il dibattito politico attorno ai Campionati mondiali giovanili di arrampicata appena conclusi ad Arco continua ad alimentare polemiche. Dopo gli interventi dell’ex campione Renato Dionisi, dell’ex sindaco Alessandro Betta e delle forze di opposizione sulla scelta della giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio di non partecipare alle premiazioni per la presenza della squadra israeliana, ora prende posizione anche Fucina Comune.
Con un post pubblicato sui social il movimento civico punta l’attenzione sulla manifestazione a sostegno della Palestina annunciata proprio nell’ultima giornata della rassegna iridata, interrogandosi sull’opportunità della scelta.
«Ma era davvero il caso di organizzare una manifestazione pro Palestina proprio nell’ultimo giorno dei World Youth Climbing Championships 2026?», si chiede Fucina Comune.
Secondo il movimento, Arco in questi giorni è al centro dell’attenzione internazionale grazie a una manifestazione che richiama giovani atleti provenienti da decine di Paesi e dovrebbe essere ricordata per i valori dello sport e dell’incontro tra culture.
«Arco è sotto gli occhi del mondo grazie a un evento sportivo straordinario. Invece di celebrare questo successo e l’unione pacifica dei popoli attraverso lo sport, si sceglie ancora una volta di portare in città un conflitto usato come mezzo politico», si legge nel post.
Fucina Comune torna quindi sulla decisione dell’amministrazione comunale di non prendere parte alle premiazioni ufficiali.
«L’amministrazione comunale ha boicottato le premiazioni per la presenza della squadra israeliana. Ora la domanda è inevitabile: alle premiazioni non si va, ma alla manifestazione pro Palestina sì? Questa sarebbe l’imparzialità delle istituzioni?».
Per il movimento, durante i Mondiali la città avrebbe dovuto mostrare un’immagine diversa.
«Ad Arco, in questi giorni, dovrebbero sventolare solo le bandiere delle nazioni presenti ai Mondiali, simbolo di sport, rispetto e fratellanza», afferma Fucina Comune, sostenendo che «si è rotto il patto con lo sport, che dovrebbe essere portatore di pace e fratellanza soprattutto fra i giovani».
Da qui anche una riflessione sul messaggio trasmesso agli atleti.
«Che messaggio starebbe dando la nostra amministrazione ai ragazzi? Esclusione per motivi politici? Come se gli atleti israeliani fossero i rappresentanti dei loro governi?», domanda il movimento, riprendendo un tema già emerso nel dibattito cittadino degli ultimi giorni.
Nel mirino finisce anche la bandiera palestinese esposta sul Colodri, definita «un gesto politico che non rappresenta tutti gli arcensi e che finisce solo per dividere la comunità». Per Fucina Comune, sulla parete simbolo della città «dovrebbero vedere la bandiera dell’Italia e quella della Pace».
«Arco merita di essere ricordata per lo sport, il turismo e la convivenza civile, non per manifestazioni ideologiche», conclude Fucina Comune.
Con questo nuovo intervento si amplia ulteriormente il confronto politico attorno ai Mondiali giovanili di arrampicata, una manifestazione che, accanto ai risultati sportivi, continua a suscitare un acceso dibattito sul ruolo delle istituzioni, sul rapporto tra sport e politica e sull’immagine internazionale della città.
(n.f.)