Albatros, trent’anni di natura vissuta sul campo: quando la scienza diventa mestiere e l’amicizia una forza

C’è una storia che attraversa boschi, torrenti, scuole e comunità locali. È una storia fatta di taccuini consumati, sentieri percorsi in ogni stagione e di una convinzione rimasta intatta nel tempo: la natura si può studiare con rigore scientifico, ma anche raccontare, condividere, rendere accessibile. È la storia di Albatros S.r.l., realtà trentina che oggi celebra oltre trent’anni di attività nel campo delle scienze naturali, della ricerca e della divulgazione ambientale.
A raccontarla, in un post che ha raccolto decine di messaggi di stima e gratitudine, è Alessandro Marsilli, uno dei quattro soci fondatori insieme a Michele Caldonazzi, Claudio Torboli e Sandro Zanghellini. Quattro amici prima ancora che professionisti, uniti da un’amicizia lunga più di tre decenni e da una passione condivisa per le scienze naturali.
Dalla passione alla professione
Albatros nasce così: dall’incontro tra competenze scientifiche e un legame umano solido, capace di resistere al tempo e alle trasformazioni del mondo del lavoro. «Trasformare l’amore per la natura nella propria professione» non è solo uno slogan, ma una scelta che ha guidato ogni passo del gruppo, dagli esordi fino alla strutturazione di una società oggi riconosciuta come punto di riferimento nel settore ambientale.
Dalla scrivania ai sentieri di montagna, ogni progetto porta con sé l’esperienza tecnica maturata in trent’anni di lavoro sul campo e, allo stesso tempo, l’entusiasmo dei primi giorni. Un equilibrio non scontato, soprattutto in un ambito in cui rigore scientifico e capacità di comunicazione devono procedere insieme.
Ricerca, territorio, divulgazione
Le attività di Albatros coprono un ampio spettro, tenuto insieme da una visione coerente. C’è la ricerca scientifica, con monitoraggi della biodiversità e analisi degli ecosistemi condotte con metodo e continuità. C’è il lavoro su ambiente e territorio, che passa attraverso “Valutazioni di Impatto Ambientale” e progettazione sostenibile, strumenti fondamentali per orientare le scelte pubbliche e private.
Accanto a questo, un ruolo centrale è occupato dalla divulgazione: progetti educativi nelle scuole, formazione per accompagnatori, attività esperienziali, comunicazione scientifica rivolta al grande pubblico. Un impegno che, negli anni, ha contribuito a costruire una vera e propria cultura della biodiversità, come ricordano anche i numerosi commenti al post di Marsilli: parole di stima che parlano di professionalità, correttezza e capacità di “avvicinare una moltitudine di persone alla conoscenza della natura”.
Rendere la natura accessibile
Un altro filone importante del lavoro di Albatros riguarda la valorizzazione del patrimonio naturale: sentieri tematici, piccoli poli museali, allestimenti pensati per rendere i contenuti scientifici comprensibili e fruibili. Non solo tutela, dunque, ma anche accessibilità, perché la conoscenza è il primo passo verso il rispetto dell’ambiente.
Negli anni, come raccontato anche sulle pagine di La Busa, Albatros ha accompagnato amministrazioni, scuole e associazioni in percorsi di consapevolezza ambientale, diventando un interlocutore credibile e indipendente, capace di leggere il territorio con occhi competenti ma non distaccati.
Una comunità che riconosce il valore
I messaggi di chi ha incrociato il cammino di Albatros restituiscono l’immagine di una realtà profondamente radicata nel territorio. C’è chi parla di “occhi obiettivi sulla realtà”, chi ringrazia per aver costruito cultura ambientale in Trentino, chi sottolinea l’importanza di una voce autorevole in un tempo in cui il rapporto con la natura rischia di essere semplificato o strumentalizzato.
Rispondendo con ironia a chi scherza sull’età, Marsilli ricorda che «i naturalisti sono eternamente e diversamente giovani». Forse è proprio questa la chiave: restare curiosi, presenti, capaci di camminare ancora insieme.
La natura come mestiere, l’amicizia come forza
Dopo oltre trent’anni, il bilancio di Albatros non è fatto solo di progetti realizzati o incarichi portati a termine. È fatto di relazioni, di fiducia costruita nel tempo, di una visione condivisa che ha saputo rimanere fedele a se stessa. In un’epoca di cambiamenti rapidi e sfide ambientali sempre più complesse, la loro storia dimostra che competenza scientifica e dimensione umana possono procedere nella stessa direzione.
La natura è il loro mestiere. L’amicizia, la loro forza. E il cammino, a giudicare dall’entusiasmo che ancora traspare, è tutt’altro che finito.
(n.f.)










