Trento e Bolzano sono le province italiane più mother-friendly

Redazione14/05/20213min
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Il Rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2021” di Save the Children presenta una fotografia delle regioni italiane e delle loro azioni e politiche in rapporto alla maternità. In particolare il report valuta, attraverso 11 indicatori elaborati dall’ISTAT, la condizione delle madri in tre diverse aree: quella della Cura, del Lavoro e dei Servizi. La Provincia autonoma di Trento primeggia nell’ambito dei “Servizi”, offerti a supporto della maternità, e si posiziona seconda nell’area della “Cura” e al terzo posto nell’area del “Lavoro”.
I risultati più virtuosi si registrano ancora una volta tra le regioni del Nord: i numeri mostrano la costante crescita delle Province autonome di Trento e Bolzano seguite da Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Umbria. Fanalino di coda Campania, Calabria, Sicilia e Basilicata.
Ecco il quadro che emerge dal 6° Rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2021” di Save the Children. Le mamme con figli minorenni in Italia sono poco oltre i 6 milioni. Su 249.000 donne che hanno perso il lavoro nel 2020, 96.000 sono mamme con figli minori. Tra di loro, 4 su 5 hanno figli con meno di cinque anni: sono le mamme che, dovendosi prendere cura dei bimbi più piccoli, hanno rinunciato alla loro occupazione o sono state espulse dal mercato del lavoro.

La Provincia autonoma di Trento è in prima linea da anni nel supporto alla maternità e il Rapporto di Save the Children conferma e premia questo impegno assegnandole il primo posto nella categoria dei “Servizi”.
I servizi che offre la Provincia autonoma di Trento alle madri sono molteplici: si va dagli incentivi economici nell’area della conciliazione famiglia-lavoro – è di pochi giorni fa l’annuncio dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana di stanziare 400 mila euro per sostenere le famiglie trentine che nel corso dell’estate beneficeranno dei servizi conciliativi -, all’Assegno di natalità per il secondo e terzo anno di vita dei figli, dai Buoni di servizio del Fondo sociale europeo al servizio Baby sitting offerto e gestito dall’Agenzia del Lavoro.

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