Paraclimbing, l’Italia conquista quattro medaglie in Corea: Arco festeggia Capovilla e Bredice

Dalla città delle Palme alla Corea del Sud, passando per le pareti che hanno fatto di Arco la capitale mondiale dell’arrampicata. Il para climbing azzurro continua a regalare emozioni e medaglie, con tre protagonisti profondamente legati al territorio arcense. Lucia Capovilla, Nadia Bredice e David Kammerer salgono sul podio a Gunsan, nella penultima tappa delle World Climbing Para Series 2026, contribuendo allo straordinario bilancio della Nazionale italiana: due argenti, due bronzi e sei finalisti.

Per Arco, universalmente conosciuta come Home of Climbing, è un’altra conferma del proprio ruolo di riferimento per l’arrampicata paralimpica internazionale.
Nadia Bredice conquista l’argento nella categoria B1, riservata agli atleti non vedenti, accompagnata dalla guida Sonia Cipriani. Originaria della Toscana, classe 1988, tesserata per Arco Climbing, Bredice ha scelto la città delle Palme per vivere e allenarsi. Una carriera costruita sulla determinazione e sulla fiducia nella propria guida, indispensabile per affrontare le difficoltà delle pareti attraverso indicazioni vocali. Nel suo palmarès figurano l’argento mondiale di Seul 2025 e il titolo europeo conquistato a Laval nell’agosto scorso.
Un’altra medaglia porta la firma di Lucia Capovilla, bronzo nella categoria AU2, dedicata agli atleti con disabilità agli arti superiori. Veneziana di origine, nata senza l’avambraccio sinistro, anche lei ha trovato ad Arco la propria casa sportiva. Protagonista di numerose competizioni internazionali, vanta l’argento ai Mondiali di Seul 2025 e il titolo europeo conquistato in Francia nel 2026. Il podio coreano conferma una continuità di risultati che la colloca tra le interpreti più autorevoli della specialità.
Il terzo protagonista è David Kammerer, bronzo nella categoria AL2, ad appena un movimento dalla medaglia d’argento. Altoatesino di San Lorenzo di Sebato, tesserato per l’AVS Bruneck, è nato con una malformazione a una gamba e arrampica utilizzando una protesi. Il suo legame con Arco è soprattutto agonistico: sulle pareti del Centro Tecnico Federale di Prabi ha conquistato importanti successi, tra cui il titolo italiano nel settembre 2026, confermando quello ottenuto l’anno precedente. Una carriera che guarda con ambizione anche alle Paralimpiadi di Los Angeles 2028.
A completare il medagliere azzurro è Chiara Cavina, argento nella RP2 dopo gli eccellenti risultati di Innsbruck e Laval. Applausi anche per Susanna Cenati, quarta nella AU2 e alla sua prima finale internazionale, e Simone Salvagnin, quarto nella B1 insieme alla guida Alberto Mazzoleni.
Sei finalisti, quattro medaglie e una Nazionale che continua a crescere grazie al lavoro di atleti, guide, allenatori e staff federale.
Ma per Arco questi risultati raccontano qualcosa di più. Capovilla e Bredice hanno scelto di trasferirsi nella città delle Palme per costruire il proprio futuro sportivo, mentre Kammerer vi ha trovato un palcoscenico importante per affermarsi ai vertici nazionali. Storie differenti che confermano quanto le strutture, l’esperienza e la cultura dell’arrampicata arcense rappresentino un patrimonio prezioso anche per lo sport paralimpico.
Ora l’attenzione si sposta in Giappone, a Fukuoka, dove il 5 e 6 novembre è in programma l’ultima tappa stagionale delle World Climbing Para Series. Sullo sfondo, l’appuntamento storico di Los Angeles 2028, quando il para climbing debutterà alle Paralimpiadi.
Perché Arco non è soltanto il luogo dove si conquistano medaglie. È anche una città dove i sogni imparano ad arrampicare. (n.f.)










