Sopraelevato di Caneve, il paradosso della Giunta verde di Arco: il parcheggio avanza sui campi

Il nuovo parcheggio sopraelevato di Caneve ad Arco previsto dalla Giunta Fiorio prevede l’esproprio di un terreno che è l’unica fonte di reddito di un giovane agricoltore.
Dopo il via libera del Consiglio comunale al progetto da 6,6 milioni di euro, il proprietario Samuel Biondi scrive all’amministrazione: «Ho investito ingenti risorse e lavoro per il mio futuro». La struttura sopraelevata comporterà nuovi espropri di terreni agricoli e la questione interroga anche la sensibilità ambientalista della maggioranza Fiorio.
Dietro i numeri, i validi progetti alternativi per un interrato e le polemiche politiche sul nuovo parcheggio di Caneve c’è anche la storia di un giovane agricoltore che rischia di perdere il terreno sul quale ha costruito il proprio futuro professionale. Si chiama Samuel Biondi e ha deciso di scrivere direttamente all’amministrazione comunale di Arco con una lettera dai toni durissimi, nella quale esprime la propria «totale e irremovibile contrarietà» al progetto.
Il Documento di indirizzo alla progettazione del nuovo parcheggio «Alla Sarca» prevede una struttura metallica sopraelevata del valore di 6,6 milioni di euro con 245 posti auto totali, otto stalli per autobus e spazi destinati anche ai camper. L’intervento interesserà complessivamente 8.780 metri quadrati e comporterà espropri per circa 3.400 metri quadrati.
Una decisione contestata dalle minoranze che hanno votato compatte contro il provvedimento dopo aver visto respingere tutti gli ordini del giorno presentati. Tra le alternative proposte figurava anche quella di Campobase con 272 posti auto, in parte interrati e senza nuovi espropri, per un costo preliminare stimato in 5,75 milioni di euro.
«La mia famiglia – scrive Biondi – ha già pagato un prezzo altissimo per lo sviluppo della zona: a mio nonno era già stato sottratto un pezzo importante di terra proprio per la prima realizzazione del parcheggio. Oggi si pretende di portare via anche quel poco che è rimasto, l’ultimo terreno agricolo di famiglia».
Non si tratta, per Biondi, soltanto di una questione affettiva o del valore economico. «Su questo terreno ho aperto la mia Partita IVA, ho intestato la mia azienda agricola e ho investito ingenti risorse e lavoro per il mio futuro da giovane imprenditore. Vedere calpestati questi sforzi per fare posto a un mega parcheggio destinato anche a camper e autobus – arrivandomi praticamente sotto casa – è una prospettiva insostenibile».
La lettera descrive anche una situazione ambientale che, secondo l’agricoltore, sarebbe già particolarmente compromessa. Davanti all’abitazione è stata installata un’antenna per la telefonia mobile alta venti metri. Nelle immediate vicinanze sorgono la caserma dei Vigili del fuoco e Villa San Pietro, con il conseguente passaggio di mezzi di emergenza ed elicotteri a tutte le ore del giorno e della notte.
«Aggiungere a tutto questo il traffico pesante, i rumori e i fumi di scarico continuativi di autobus e camper a ridosso della nostra abitazione significa compromettere definitivamente la vivibilità della nostra casa e la salute di chi ci abita».
C’è poi un altro aspetto che alimenta la protesta: l’incertezza sulle intenzioni dell’Amministrazione. Biondi racconta di aver vissuto alternanti fasi progettuali passando dall’ipotesi iniziale di un esproprio totale alle successive rassicurazioni secondo le quali il terreno sarebbe stato risparmiato grazie allo sviluppo in altezza della struttura. Fino all’attuale soluzione che tornerebbe a cancellare il terreno agricolo.
La vicenda apre inevitabilmente anche una questione di coerenza politica e ambientale. La maggioranza Fiorio, di componente verde e ambientalista, ha scelto di sostenere un progetto che prevede il consumo di ulteriori terreni nonostante le alternative presentate durante il confronto consiliare.
La lettera di Biondi si conclude con una richiesta precisa: «Chiedo all’Amministrazione Comunale di fare un passo indietro, di valutare le alternative su aree dismesse e di tutelare una famiglia e un giovane agricoltore che hanno già dato fin troppo al territorio».
L’approvazione del Documento di indirizzo non rappresenta ancora il via libera al progetto esecutivo e nemmeno l’avvio degli espropri. Ci saranno dunque ulteriori passaggi amministrativi. Ma per Samuel Biondi il problema è già concreto: quella che per il Comune è un’area destinata all’ampliamento di un parcheggio, per lui rappresenta l’ultimo terreno agricolo della famiglia e il futuro di un’impresa nella quale ha investito il proprio lavoro e i propri risparmi.










