Statale della Maza ad Arco, stop alle bici

La nuova ciclabile c’è, adesso arrivano anche i divieti sulla vecchia strada statale. Sulla Maza, il collegamento tra Vignole di Arco e Nago, è stata installata la segnaletica che vieta il transito alle biciclette lungo un’arteria percorsa quotidianamente da automobili, camion e mezzi pesanti. Un intervento sollecitato da Voce Comune per Arco e accolto con soddisfazione dai suoi rappresentanti Elisabetta Aldrighetti e Gianluigi Maino. Una questione di sicurezza che assume particolare importanza alla luce dei cantieri della Loppio–Busa e delle prospettive future della viabilità altogardesana.
La richiesta risale all’inizio di settembre, quando Voce Comune aveva denunciato la presenza di numerosi ciclisti sulla statale 240, nonostante l’apertura del nuovo collegamento ciclopedonale tra Nago e la piana dell’Alto Garda.
L’infrastruttura, inaugurata il 15 giugno, si sviluppa per poco più di due chilometri, recuperando parte del vecchio tracciato della Maza e collegandosi alla rete ciclabile lungo il Sarca.
Un percorso nato per separare il traffico ciclistico da quello automobilistico, offrendo un’alternativa più sicura e panoramica.
Nonostante questo, secondo Aldrighetti e Maino, numerosi ciclisti continuavano a utilizzare la statale, sia in salita sia in discesa, condividendo la carreggiata con mezzi pesanti e veicoli diretti verso Nago e Rovereto.
Da qui la richiesta formale al Servizio gestione strade della Provincia autonoma di Trento di installare specifici divieti alle estremità del tratto interessato.
Ora la segnaletica è stata posizionata.
«Esprimiamo grande soddisfazione», dichiarano i rappresentanti di Voce Comune, ringraziando la Provincia per la disponibilità e la tempestività dimostrate.
«La presenza di un nuovo percorso ciclopedonale rendeva ancora più impellente la necessità di intervenire», osservano, richiamando i rischi della convivenza tra biciclette, automobili e camion.
Il problema si inserisce in un quadro viabilistico destinato a cambiare ulteriormente.
Proprio sulla Maza sono infatti in corso gli interventi collegati alla Loppio–Busa, con la realizzazione della nuova rotatoria e del collegamento tra passo San Giovanni e località Cretaccio.
L’apertura della nuova infrastruttura potrebbe modificare sensibilmente la distribuzione del traffico, soprattutto in assenza del completamento dei successivi collegamenti verso la Busa. Uno scenario che ha già alimentato preoccupazioni a Bolognano e nelle comunità interessate.
La nuova segnaletica rappresenta dunque un intervento puntuale, ma significativo, in una situazione viabilistica complessa.
Resta inoltre aperta la questione degli accessi ai fondi agricoli lungo la vecchia Maza, trasformata in percorso ciclabile, sulla quale alcuni olivicoltori avevano segnalato difficoltà operative.
Per Voce Comune è un risultato concreto. Per il territorio, un ulteriore passo verso la separazione dei flussi di traffico, mentre il futuro della Maza continua a essere legato alle grandi scelte infrastrutturali dell’Alto Garda. (n.f.)










