Malcesine, dalle potature degli ulivi si produce biomassa

Redazione01/11/20263min
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Quello che fino a ieri rappresentava un problema per gli agricoltori può diventare una risorsa per l’ambiente e la produzione energetica. A Malcesine le potature degli olivi, le ramaglie e gli altri residui vegetali tornano protagonisti di un progetto che punta a trasformare gli scarti del lavoro nei campi in combustibile per un impianto a biomassa. Un’iniziativa concreta, che guarda alla sostenibilità senza dimenticare le esigenze di chi custodisce il paesaggio agricolo gardesano.

 



 

Il Comune ha annunciato la riattivazione, a partire da lunedì 2 novembre, del servizio di conferimento dei residui vegetali nell’area appositamente individuata presso il parcheggio di Bassinel.
L’iniziativa coinvolge la società Novaledo Energia Srl, disponibile a recuperare il materiale per trasformarlo in cippato destinato al proprio impianto a biomassa.
Il servizio sarà attivo lunedì, martedì e giovedì, dalle 7.30 alle 12. I cittadini e gli operatori che non avevano già aderito nella precedente stagione dovranno registrarsi preventivamente presso la portineria del Municipio.
Potranno essere conferite potature di olivo e vite, ramaglie, residui boschivi e altri materiali vegetali ammessi dall’avviso comunale. Restano esclusi, tra gli altri, oleandro e palma.
Il provvedimento assume particolare importanza in un territorio caratterizzato da oliveti, terrazzamenti e appezzamenti spesso difficili da raggiungere con i mezzi agricoli.
Parallelamente, l’amministrazione ha disciplinato attraverso un’ordinanza la combustione controllata dei residui agricoli e forestali nelle aree difficilmente accessibili, prevedendo deroghe fino al 30 aprile 2027, esclusivamente nei giorni e negli orari autorizzati.
Due strumenti differenti, dunque: da una parte il recupero energetico, dall’altra una possibilità di combustione sottoposta a precise limitazioni.
La gestione dei residui vegetali non riguarda soltanto gli agricoltori. Interessa la qualità dell’aria, la prevenzione degli incendi e la tutela di un paesaggio che costituisce una delle principali ricchezze del Garda. A Malcesine, almeno una parte di ciò che resta dopo la potatura può tornare così a essere una risorsa. Un esempio di economia circolare che merita attenzione anche sulle altre sponde del lago. (n.f.)