Calano i negozi sul Garda bresciano, a Limone no. Confronto con Riva e Arco

Redazione18/10/20264min
Limone sul Garda w

Le serrande si abbassano, i negozi di vicinato scompaiono e i centri storici rischiano di perdere una parte importante della propria identità. Ma non dappertutto. Mentre l’Alto Garda bresciano perde 19 esercizi commerciali in due anni, Limone sul Garda va controcorrente e registra tre nuove attività. Un segnale interessante, soprattutto se confrontato con la situazione dell’Alto Garda trentino, dove il commercio dimostra una maggiore capacità di tenuta rispetto alla media provinciale, pur dovendo affrontare le trasformazioni del mercato e le sfide legate al turismo.

 



A fotografare la situazione sulla sponda lombarda sono i dati di Confesercenti, riportati dal Giornale di Brescia il 17 ottobre. Tra il 2023 e il 2025, nel comprensorio del Parco Alto Garda Bresciano, gli esercizi di vicinato sono scesi da 526 a 507, con una contrazione del 3,6%.
Le differenze territoriali sono marcate. Tremosine perde sette negozi, passando da 28 a 21 (-25%), mentre Gargnano scende da 56 a 46 (-17,9%). In diminuzione anche Salò, da 253 a 247.
Limone, invece, cresce da 86 a 89 attività (+3,5%), così come Toscolano Maderno, che passa da 43 a 49.

E nella Busa? I numeri di Riva e Arco
Il confronto con il Trentino restituisce uno scenario interessante.
Secondo la Camera di Commercio di Trento, alla fine del 2024 Riva del Garda contava 419 esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa, contro i 272 di Arco.
Considerando le sole attività che esercitano il commercio in via prevalente, tra il 2010 e il 2024 Riva è passata da 321 a 312 negozi, mentre Arco da 169 a 162. Una diminuzione contenuta, accompagnata però dalla crescita delle superfici di vendita.
Un’altra fotografia arriva da Confcommercio Alto Garda e Ledro, guidata dal presidente Claudio Miorelli, che nel settembre 2025 segnalava 916 imprese attive nel commercio al dettaglio, in lieve calo rispetto al 2023 (-0,7%), ma in crescita del 5,5% rispetto al 2011. Nello stesso periodo, il dato provinciale registrava invece una contrazione del 12,5%.
Si tratta di rilevazioni riferite a periodi e categorie differenti, quindi non direttamente sovrapponibili, ma utili per comprendere le tendenze.

Turismo e commercio, una sfida comune
Il legame tra le due economie era stato evidenziato anche dal presidente di Garda Dolomiti, Silvio Rigatti, che nel settembre 2025, durante la presentazione di un progetto di Confcommercio dedicato al settore, aveva sottolineato l’importanza dello shopping nell’esperienza turistica. «Turismo e commercio sono legati in modo inscindibile», aveva osservato, invitando a mantenere competitiva e aggiornata l’offerta commerciale.
Il nodo resta quello della vitalità dei centri abitati: garantire negozi e servizi ai residenti durante tutto l’anno, senza dipendere esclusivamente dai flussi turistici.
Perché dietro ogni insegna accesa non c’è soltanto un’attività economica, ma anche un pezzo della vita quotidiana delle nostre comunità. (n.f.)