Lavori per il parco fotovoltaico al Piscolo ad Arco, i cittadini si mobilitano

Redazione07/10/20264min
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Il progetto in fase di realizzazione che vede la bonifica della cava del Piscolo a Ceole di Arco con il conferimento di terra e roccia provenienti dal cantiere del tunnel del Brennero, in fase di realizzazione a Trento, fa scattare la mobilitazione dei residenti. Una petizione corredata da 188 firme è stata formalmente depositata ai sindaci di Arco e Riva del Garda, alla Comunità di Valle, alla Provincia autonoma di Trento e ai vertici di APPA.



L’iniziativa arriva mentre procede l’iter per il recupero della storica cava di argilla situata tra Arco, Riva e Tenno. Il progetto dell’imprenditore Lucio Carli prevede il riempimento dei vuoti lasciati dalla vecchia attività estrattiva, la messa in sicurezza del versante e, successivamente, la realizzazione di un parco fotovoltaico.
A preoccupare i firmatari è soprattutto la prevista movimentazione di circa 230 mila metri cubi di terre di scavo provenienti dalla circonvallazione ferroviaria di Trento. Secondo le stime riportate l’operazione comporta il movimento di circa 11 mila mezzi pesanti, equivalenti a oltre 22 mila transiti considerando andata e ritorno, nel corso di circa 4 anni.
Il nodo principale è quello della viabilità. I camion dovrebbero raggiungere il Piscolo passando anche in prossimità dell’abitato di Ceole dove la strada è larga tre metri, priva di marciapiede e con situazioni già critiche vicino alle abitazioni.
Accanto al traffico viene sollevata la questione ambientale. I promotori chiedono garanzie sulla caratterizzazione chimico-fisica delle terre, sui possibili effetti delle polveri e sulla tutela delle falde. Il progetto, come illustrato recentemente durante il sopralluogo della IIIª Commissione provinciale, garantisce l’utilizzo esclusivo di materiale certificato di “Colonna A” e quindi classificato come non pericoloso.
La petizione chiede comunque alle istituzioni di sospendere i conferimenti per effettuare ulteriori verifiche tecniche e ambientali approfondite, garantire pieno accesso agli atti e coinvolgere preventivamente APPA e gli organi sanitari. Tra le richieste figurano l’installazione di centraline per il monitoraggio di PM10 e PM2,5, controlli su rumore e vibrazioni e un piano straordinario della mobilità che impedisca il passaggio dei mezzi pesanti nelle strettoie residenziali.

Le PM10 e PM2,5 sono polveri sottili presenti ormai normalmente nell’aria, classificate in base alle loro dimensioni e che possono quindi penetrare più in profondità nell’apparato respiratorio. Queste particelle sono prodotte non soltanto dai gas di scarico e dalle combustioni, ma anche dall’usura di pneumatici, freni e asfalto e dal risollevamento delle polveri depositate sulla strada.
Nel cantiere del Piscolo è stato installato un sistema di lavaggio di ruote e sotto scocca dei camion per evitare il rilascio delle polveri del cantiere sulla strada da parte dei mezzi in uscita. Un’idea potrebbe essere quella di installare lo stesso tipo di impianto di lavaggio anche per i mezzi in entrata. Si tratta di lavori che mettono in sicurezza il fronte della montagna e porterà ad avere in impianto di produzione di energia pulita.

I firmatari chiedono la convocazione di un’assemblea pubblica, anche se una ha già avuto luogo alcuni mesi fa, per illustrare autorizzazioni, controlli e garanzie previste. «Chiediamo risposte chiare, trasparenza totale e controlli preventivi e stringenti», affermano i promotori, annunciando nuove iniziative di sensibilizzazione qualora non arrivassero risposte concrete dalle istituzioni.