Variante di Torbole, il vicesindaco di Arco: «Sempre più ampio il fronte per lo sbocco alla Maza»

La partita sulla Variante di Torbole si allarga e, secondo il vicesindaco di Arco Marco Piantoni, il fronte favorevole al collegamento Conca d’Oro-Maza sta diventando sempre più consistente. Dopo la posizione unanime assunta dal Consiglio comunale arcense, ora anche il tavolo delle categorie economiche dell’Alto Garda e Ledro indica nella soluzione C l’ipotesi ritenuta più efficace rispetto ai tracciati D1 e D2 con sbocco al Linfano. «La nostra amministrazione ha già illustrato, con diversi documenti tecnici, le motivazioni a sostegno della Variante C, con sbocco alla rotatoria della Maza, in alternativa alle ipotesi D1/D2», ricorda Piantoni.
Il passaggio politico più significativo risale ai primi giorni di settembre. Il Consiglio comunale di Arco ha approvato una mozione a sostegno della soluzione C1, indicando la C2 in subordine qualora la prima risultasse tecnicamente impraticabile. Il documento è stato sottoscritto da esponenti di maggioranza e opposizione, attraversando quindi schieramenti differenti. Comune di Arco
Ora arriva un altro tassello. Artigiani, Confindustria, Confesercenti, Cooperazione Trentina, Asat e Coldiretti hanno consegnato ai sindaci un documento di 13 pagine nel quale sostengono, sulla base delle proprie analisi, la maggiore efficacia trasportistica della soluzione C e una minore invasività nella gestione del cantiere.
Piantoni sottolinea proprio questo aspetto: «Le categorie sono andate oltre gli aspetti paesaggistici, ambientali e di costo, verificando anche la maggiore efficienza trasportistica del tracciato C rispetto alla D e la minore invasività della gestione del cantiere».
Il nodo resta quello che da anni accompagna ogni discussione sulla mobilità dell’Alto Garda: evitare che l’apertura della nuova Loppio-Busa risolva un problema a est per crearne uno nuovo all’interno della Busa. La Provincia ha attualmente sul tavolo cinque ipotesi progettuali per la Variante di Torbole: A, B, C, D1 e D2. L’opera è finanziata per 150,3 milioni di euro. Nei mesi scorsi il presidente Maurizio Fugatti aveva indicato la soluzione D come quella che, sulla base delle analisi provinciali, appariva al momento più funzionale, pur mantenendo aperto il confronto con il territorio. Ed è proprio qui che si concentra il confronto. La C collegherebbe la Conca d’Oro alla Maza, mentre le soluzioni D porterebbero il traffico verso il Linfano. Le categorie economiche sostengono che quest’ultima impostazione rischierebbe di aumentare la pressione su via Linfano e sulla rotatoria Tosi, mentre il collegamento alla Maza consentirebbe di intercettare prima una quota dei flussi diretti verso Arco, Rovereto e altre zone della Busa.
Per Piantoni il segnale politico è quindi chiaro: «Un fronte sempre più ampio — istituzioni ed economia del territorio — converge sulla stessa direzione».
Il vicesindaco arcense guarda adesso al passaggio successivo: trovare una sintesi con la Provincia e con gli altri Comuni interessati. «Prima si raggiunge una soluzione condivisa a livello territoriale, prima potrà partire il progetto di quest’opera fondamentale per l’Alto Garda». Ed è proprio questa la sfida: trasformare una convergenza crescente sul territorio in una scelta progettuale definitiva, prima che l’arrivo dei nuovi flussi della Loppio-Busa renda ancora più urgente sciogliere uno dei nodi viabilistici più delicati dell’intero Basso Sarca.
(n.f.)










