Utilizzo consapevole dello smartphone, crescono i Patti Digitali

Ad Arco dalla fine dell’anno scorso, quando il Comune lo ha proposto alla cittadinanza e alle associazioni sportive e sociali, scuole, pediatri, oratorio e scout, sono già più di 300 le adesioni al Patto digitale: circa 250 da parte di altrettante famiglie, altre di associazioni e soggetti vari. Inoltre il Patto digitale, l’accordo volontario di comunità che promuove un utilizzo consapevole, equilibrato e responsabile dello smartphone, è diventato ora progetto strategico del Distretto famiglia Alto Garda e sarà presto esteso agli altri Comuni con una serie di proposte formative e laboratoriali ad hoc iniziate già nel corso dell’estate.
Una mobilitazione compatta di tutto il territorio contro i danni causati da smartphone e device vari su bambini e ragazzi, quando concessi precocemente e senza attenzione, che -come i dati oggi dimostrano ampiamente- possono nuocere al naturale processo di crescita cognitiva, affettiva e relazionale, oltre che lasciar spazio a comportamenti on-line a rischio e a forme di dipendenza.
«È importante che proviamo tutti insieme a condividere la prima regola del patto -spiega l’assessore alle politiche sociali, giovanili, istruzione e prima infanzia Mattia Mascher- ovvero aspettare almeno 14 anni prima di concedere lo smartphone ai nostri figli. Le statistiche mostrano un continuo anticipo dell’età di accesso alle tecnologie da parte di bimbe e bimbi dovuto anche alla forte pressione sociale e commerciale a cui sono sottoposti i genitori, spesso in difficoltà di fronte all’insistenza dei loro figli e alla preoccupazione che il mancato accesso alla tecnologia li possa isolare dai coetanei. Proprio per questo motivo il singolo genitore da solo non basta: serve un’intera comunità, serve un patto sociale che dia a bambini e ragazzi un messaggio coerente e coeso da parte di tutta la comunità educante: scuola, genitori e famiglia, associazioni sportive, sociali e culturali. Ad esempio concordando collettivamente l’età di consegna del primo smartphone o di accesso ai social, così da diminuire la pressione sociale all’anticipazione e da aprire uno spazio di dialogo tra famiglie e all’interno della comunità. Siamo forse stati tutti presi alla sprovvista dal problema, ma ora la mobilitazione è ampia e convinta. Ad Arco abbiamo aperto la strada, ma devo ammettere che amministrazioni comunali, Comunità di valle, Distretto famiglia e anche associazioni e cittadini hanno prontamente condiviso l’importanza e l’urgenza di attivarsi, e quello che stiamo realizzando sono certo non sarà senza conseguenze positive per i nostri giovani e per le loro famiglie».
Maggiori informazioni all’indirizzo https://pattidigitali.it/arco










