Arco, Fucina Comune punge la Giunta: «Questa sarebbe la rotatoria di benvenuto?»

Redazione23/09/20263min
caneve rotatoria


 

La chiamano, con evidente ironia, la “rotatoria della biodiversità”. Ma dietro la battuta c’è un nuovo affondo politico. Fucina Comune torna a pungolare l’amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Fiorio e questa volta mette nel mirino una delle rotatorie d’ingresso alla città, trasformando il verde cresciuto al suo interno in un caso di decoro urbano.
La fotografia pubblicata dal movimento mostra la mini-rotatoria di Caneve con vegetazione alta e particolarmente folta. Da qui parte il post, costruito su una serie di domande volutamente provocatorie: «Un’installazione artistica? Un’opera contemporanea? Un esperimento di giardinaggio urbano?». La risposta arriva immediata: per Fucina Comune si tratta invece di «una rotatoria lasciata nel degrado, proprio all’ingresso della città». Questa volta il bersaglio è molto concreto: il modo in cui la città si presenta a chi arriva.

 

«Questa è la rotonda di benvenuto per chi entra nel centro di Arco: il primo biglietto da visita per cittadini, visitatori e turisti», scrive Fucina Comune.
E da una questione apparentemente minuta, quella della manutenzione del verde, il ragionamento si allarga all’immagine complessiva della città delle Palme.
«Se questa dovrebbe essere una delle porte d’accesso ad Arco – prosegue il gruppo – allora diciamolo chiaramente: non è il biglietto da visita che la nostra città merita».
Fucina Comune parla di «erba alta, incuria e abbandono» e sostiene che il decoro degli spazi pubblici non possa essere considerato un dettaglio secondario, soprattutto per una località che vive quotidianamente il rapporto fra residenti, turismo e attività economiche.
Il tono resta volutamente ironico, ma la critica politica è esplicita. «L’ironia può strappare un sorriso, ma il problema resta serio: il decoro urbano è il volto della città. E una città che vuole accogliere turisti, residenti e attività economiche non può presentarsi così».
La chiusura è una domanda rivolta direttamente all’amministrazione: «Chi amministra intende intervenire e restituire dignità a questa rotatoria, oppure dobbiamo considerarla ufficialmente il nuovo simbolo del degrado urbano di Arco?».
Un’altra stoccata, dunque, nel confronto politico cittadino. Questa volta non su grandi opere, urbanistica o viabilità, ma su una rotatoria e sull’immagine quotidiana con cui Arco accoglie chi entra in città.

(n.f.)