Lavori notturni nel tunnel Riva-Ledro: il 17 settembre si cercano risposte concrete

Redazione12/09/20264min
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La sicurezza della galleria Dom non si discute. Ma nemmeno il diritto di centinaia di lavoratori a raggiungere il proprio posto di lavoro e tornare a casa senza trasformare ogni turno notturno in un’odissea. È attorno a questo equilibrio che si giocherà il confronto convocato per giovedì 17 settembre alle 15, nella sala “Al lago” di Pieve di Ledro, dal vicesindaco Luca Zendri. Al tavolo sono attesi i Comuni di Ledro e Riva del Garda, il Servizio Gestione strade della Provincia, rappresentanti del mondo industriale e delle organizzazioni sindacali. Obiettivo: trovare soluzioni concrete prima dell’avvio delle chiusure notturne della galleria Dom, previste nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza.
Il cantiere, annunciato a luglio dalla Provincia, durerà complessivamente circa un anno e quattro mesi.
Nella prima fase la galleria dovrebbe essere chiusa nelle notti feriali, indicativamente fra le 22 e le 6, lasciando transitare i mezzi di soccorso. L’intervento, aggiudicato a fine agosto alla Geobau srl per circa 2,66 milioni di euro, riguarda la stabilizzazione delle pareti laterali e della calotta della galleria, infrastruttura strategica fra Valle di Ledro e Alto Garda.
La questione, però, riporta alla memoria anche il parziale crollo del novembre 2023, quando la Dom era già diventata un punto critico per i collegamenti della valle e si era tornati a parlare del corridoio di San Giacomo come possibile bypass d’emergenza.
Su questo fronte UGL Trentino, guidata dal segretario provinciale Leonardo Iania, insiste dal 23 luglio.
«La convocazione rappresenta un primo risultato del lavoro che portiamo avanti con costanza», sottolinea Iania, ricordando gli incontri con lavoratori e famiglie, le lettere inviate alle istituzioni e il sopralluogo effettuato proprio sulla strada di San Giacomo.
La richiesta è di valutare fasce di apertura compatibili con i cambi turno, navette e collegamenti alternativi, soluzioni per studenti, emergenze e persone fragili, oltre a una verifica tecnica completa di San Giacomo.
Secondo UGL, quel tratto di circa 300 metri potrebbe essere esaminato come collegamento regolamentato, eventualmente con semaforo intelligente, apertura programmata del cancello e divieto per i mezzi pesanti. «Non vogliamo sostituirci ai tecnici – precisa Iania – ma chiediamo che questa possibilità venga esaminata seriamente e fino in fondo».
Il tema è tutt’altro che marginale. Con la Dom chiusa, il percorso alternativo verso Riva si allungherebbe enormemente, arrivando secondo il sindacato a circa 85 chilometri dalla zona del lago di Ledro e fino a 100 da Pregasina, contro una distanza ordinaria di poco più di una decina di chilometri.
«Non chiediamo scorciatoie sulla sicurezza – conclude Iania –. Chiediamo sicurezza nella galleria, sicurezza nelle soluzioni alternative e rispetto per la vita delle persone».
Ora il passaggio decisivo sarà il tavolo del 17 settembre: da lì dovranno uscire non soltanto disponibilità al confronto, ma risposte pratiche prima che il cantiere entri nel vivo.

(n.f.)